l. TEORIA DELLE PSICOSI
Jung per primo applicò alla
psicosi l’ipotesi di inconscio studiata da Freud nell’“Interpretazione
dei sogni” ed elaborò, mentre lavorava come psichiatra
all’Ospedale Burhölzli di Zurigo un esperimento di associazione
verbale capace di favorire la comprensione profonda del mondo interiore
dello psicotico. I risultati di questa ricerca gli permisero di entrare
in contatto con Freud e di diventare in breve tempo il presidente
dell’Associazione Internazionale di Psicoanalisi.
2. MODELLI COMPLESSI
La rottura con Freud, consumata fra
il 1911 ed il 1913, lo portò ad un relativismo interpretativo
che trovò espressione compiuta nei “Tipi Psicologici”
del 1921, in cui affrontò l’ipotesi e la costruzione
di un modello complesso di relazione tra Io e inconscio. A tale aspetto
del pensiero e della più autentica tradizione junghiana la
Scuola intende dare particolare rilievo.
Da questa prospettiva della psicologia analitica junghiana deriva
che ogni psicoterapeuta è tenuto a trovare la propria equazione
personale, il suo stile di lavoro ed il suo schema di riferimento,
tenendo conto dei limiti inevitabili inerenti ad ogni teoria dell’inconscio.
Lo sguardo del ricercatore modifica l’oggetto da indagare: non
più quindi grandi teorie sull’inconscio, né riferimenti
assoluti, ma teorie e osservazione clinica della relazione coscienza-inconscio.
3. L’INCONSCIO COLLETTIVO
Fulcro di questa teoria è l’ipotesi
che il complesso degli istinti, comune a tutta l’umanità
e quindi non riconducibile all'inconscio personale, trovi le sue radici
nell’inconscio collettivo. Questo complesso, nel pensiero e
nell’esperienza di Jung, si compone di istinti e di archetipi,
forme tipiche dell’agire e del comprendere, ereditarie, uniformi,
regolali, universali. Mentre gli istinti si manifestano nei comportamenti,
gli archetipi si rivelano come immagini originarie collettive, reminiscenze
ancestrali, arcaiche rappresentazioni universali di modi di essere
che si inverano nei sogni, nei deliri, nei motivi religiosi, mitologici,
leggendari e iconografici delle più diverse culture.
L’attenzione alla teoria dell’inconscio collettivo è
uno dei punti di maggiore impegno della Scuola, ed ha portato i promotori
a introdurre nei suoi insegnamenti materie come antropologia culturale,
sociologia, storia delle religioni, etnopsicoterapia, ecc. Inoltre,
per sottolineare l’ambiguità ed il relativismo dei modelli
interpretanti, la Scuola propone tra i suoi corsi quello di epistemologia,
perché la psicoanalisi non può non accettare la messa
in crisi del soggetto indagante e la complessità del suo stesso
strumento di indagine.
4. INDIVIDUAZIONE
Altro presupposto della psicologia
analitica è che ogni psicoterapeuta debba affrontare il proprio
processo individuativo, che interroga la natura individuale di ogni
soggetto per condurlo ad una necessaria elaborazione e differenziazione.
Già il Circolo di Via Podgora, da cui la Scuola ha origine,
ha privilegiato nei suoi nove anni di attività un atteggiamento
capace di favorire una ricerca il più possibile laica e individuale,
al di là di fantasmi e dogmatismi, e del loro corteo di pregiudizi.
Per questo la Scuola prevede nei programmi docenti e supervisori,
ma non analisti didatti attivi in quanto tali all’interno della
Scuola, non volendo assegnare né riconoscere a nessuno il ruolo
di un sapere non comunicabile e verificabile.
L’analisi individuale si svolge secondo le scelte del candidato
fuori dalla istituzione stessa. Imprescindibile, quindi, ma libera,
secondo le stesse indicazioni di Jung quando era Presidente della
Associazione di Psicoanalisi.
5. LA TRADIZIONE JUNGHIANA
Proprio la complessità del pensiero
di Jung ha portato nei suoi seguaci ad una serie di divaricazioni,
a linee di tendenza spesso contraddittorie. Si segnalano soprattutto
due filoni: quello aperto da Hillman, che si concentra sulla dimensione
archetipica, e quello che fa riferimento alla scuola inglese, avvicinandosi
alle teorie della Klein e di Winnicot, incentrandosi sull’importanza
della biografia storica, specifica del paziente.
La Scuola non intende soffermarsi sulla contrapposizione tra i due
orientamenti, ma favorire un atteggiamento capace di riferire le evidenze
terapeutiche ad un costante controllo critico ed ermeneutico.
6. ALTRI MODELLI TERAPEUTICI
La Scuola ha tra i suoi primari obiettivi
quello di rimanere costantemente aperta alla conoscenza e alla valutazione
degli altri modelli psicanalitici e strumenti terapeutici, per cercare
di stabilire i nessi tra clinica e teoria. Questa attenzione ampia
ci sembra imprescindibile per sviluppare la capacità riflessiva
del terapeuta, e la sua relazione con modelli teorici già formulati:
da Freud a Adler, dalla Klein e i suoi seguaci ai teorici del narcisismo,
da Lacan alla sistemica, dall'antropologia culturale fino all'attualissimo
filone dell’etnopsichiatria.
7. SAND PLAY THERAPY
Sintesi terapeutica originale tra le
due tendenze post-junghiane è la Sand Play Therapy, fondata
da Dora Kalff, che consente al paziente di esprimersi attraverso le
immagini dell’inconscio collettivo, adottando peró nella
relazione col paziente il modello analitico della Klein e della scuola
inglese.
8. CONVENZIONI E GEMELLAGGI
Per queste ragioni la Scuola
ha ritenuto opportuno convenzionarsi con associazioni, scuole e centri,
con cui sono vivi gli scambi dal punto di vista della ricerca e delle
docenze. Primo fra tutti è il
- CIRCOLO DI VIA PODGORA, da
cui LI.S.T.A. ha origine. Organizza ogni anno seminari, incontri,
relazioni, presentazioni di libri che vogliono proporre una riflessione
critica del lavoro psicoterapeutico, oltre a riflessioni, studi e
ricerche che hanno come oggetto le scienze umane.
- METIS, Centro di ricerca e formazione
permanente, presieduto dal dott. Marco
Gay, viene fondata a Verona nel 1993. Metis riunisce psichiatri, psicoterapeuti,
pedagogisti e psicologi accomunati dal desiderio di trovare uno spazio
di incontro sui temi della psicologia analitica, e di confrontarsi
con le altre scienze ed arti. L’area di provenienza è
junghiana, ma aperta ad altri indirizzi. Metis ha partecipato ai convegni
indetti dal Centro ellenico ricerche di psicologia analitica di Salonicco
nel 1993 e nel 1994, e ha promosso convegni negli anni successivi
sui temi dello spazio analitico, dell’interpretazione e del
rapporto con l’Altro. Pubblica “I quaderni di Metis”.
- ORISS, Organizzazione Interdisciplinare
di Sviluppo e Salute, Lari (Pisa) vuole
essere un luogo di confine tra antropologia, psicologia, medicina
e psichiatria, e verificare e favorire la comunicabilità tra
strategie differenti di ricerca e di pratica intorno a temi quali:
malattia, cura, cooperazione allo sviluppo, confronto tra culture,
cure tradizionali, ecc. Organizza progetti di cooperazione in collaborazione
con l’Organizzazione Mondiale della Sanità in Africa,
Guatemala e Nepal. Ha promosso convegni, tra cui uno insieme a Metis
sull’anoressia. Pubblica “I fogli di ORISS”.
- METISAFRICA o.n.l.u.s.
è un’associazione di volontariato che promuove piccoli
progetti di cooperazione a specchio nell’area Dogon in Mali;
ha contribuito alla costruzione di una scuola elementare e di una
mensa negli anni della carestia nel villaggio di Bodio, nella campagna
intorno a Bandiagara e ha in corso il progetto La Sorgente per un’
associazione di donne artigiane dogon. Per raggiungere queste finalità,
si sono nel tempo intensificate le relazioni con i Dogon e con le
popolazioni limitrofe attraverso rapporti tra scuole, progetti, seminari,
spettacoli e incontri svolti in Italia, con l’intento di facilitare
la comprensione e il dialogo, per abituare tutti alla mediazione ed
alla convivenza rispettosa e pacifica delle reciproche alterità.
- CENTRE DEVEREUX,
presso l’Università di Parigi VIII, settore di Psicologia.
Diretto dal prof. Tobie Nathan, il Centre Deveureux si dedica all’aiuto
psicologico per le famiglie immigrate in Francia, ed ha elaborato
nuove tecniche e dispositivi di consultazione. È il centro
dove è nata l’etriopsichiatria, saper-fare che rivisita
l’intervento terapeutico in una società divenuta multiculturale.
La collaborazione con il Centre Devereux vuole approfondirsi, ed arrivare
a studiare la possibilità anche di scambi tra studenti, e di
tirocini presso la loro struttura.
- CENTRO RICERCHE DI PSICOANALISI di
Genova, di cui è Presidente il dott.
Franco Colombo. Promuove ricerche e seminari, nonché gruppi
di psicodramma e di musicoterapia.