Anche le Parole Curano. Intervento di Michele Oldani.

Il Pantheon greco contempla due figure che sono i padri della cura, Chirone e Asclepio. La loro genesi, storia e natura così come l’arte della cura è contrassegnata dall’incertezza e dalla contraddizione.

La vita nasce dalla morte, il farmaco è veleno: ciò che uccide può salvare. I primi curanti della mitologia portano elementi comuni: il sangue arcaico dei draghi o dei mostri marini, la loro natura strutturalmente incerta, il fatto che devono morire alla loro professione.

 

Il farmaco è ambivalente, rimedio che uccide o veleno che guarisce. Ma la contraddizione è più ampia e riguarda la figura del curante, possessore del sangue arcaico, che vive ontologicamente nell’incertezza e che simbolicamente mentre guarisce deve morire.

Il “curato” diventa lo specchio del “curante” e ha bisogno della relazione con il curato.

Il curante, come l’artista, è costretto a vivere nell’incertezza e nella contraddizione neutre il curato finisce per proiettare sul curante come sul farmaco tutte le sue certezze.

 

Intervento di Michele Oldani al convegno, Anche le Parole Curano. Lo Scenario Evolutivo della Relazione di Cura, Fondazione Quarta, 2017

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