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sab 14/12/19 - dalle ore 16.30 alle 18.30
IL RAGAZZO CHE CATTURÒ IL VENTO (2019) di Chiwetel Ejiofo
CINEFORUM | Il PADRE

Quest’anno il cineforum intende affrontare un tema al centro del dibattito psicoanalitico e sociologico degli ultimi decenni: il Padre. Quando si parla della figura e funzione del padre il discorso tende a estremizzarsi: da immagini vicine al padre castrante dell’Edipo freudiano, al padre in crisi e assente di cui si parla molto oggi. Negli ultimi anni sono stati diversi i film che hanno toccato questo tema: ne abbiamo scelti quattro. Come nel lavoro simbolico, la nostra speranza è di mettere a confronto queste polarità, per costruire durante i quattro incontri un’immagine di Padre nuova e contemporanea.

Nel piccolo villaggio del Malawi il tempo scorre lento e cadenzato dai colpi del mortaio sul grano… Il raccolto è il cuore pulsante che permette la sopravvivenza della famiglia di William, giovane studente che tenta di cambiare il proprio destino. Si deve però confrontare con la Legge del Padre, una dimensione in cui il dogma familiare e la paura del disconoscimento di potere, diventano più importanti della vita stessa. L’amore dovrà soccombere di fronte alla rigidità della legge demiurgica. Giunge allora il soffio del vento, come un dolce e numinoso messaggio nel cuore e nella mente di William. Vento e Acqua siglano la rinascita della vita nuova. Quel soffio, che è padre e madre, diviene uno spirito di feconda trasformazione.

Presentazione di Giovanni Aricò e Claudia Finetti. 

Ingresso libero

sab 11/01/20 - dalle ore 9.30 alle 16.30
INTRODUZIONE ALLA SIMBOLOGIA DEI TAROCCHI
Docenti: Claudio Widmann

I tarocchi sono un mazzo di 78 carte diviso in due serie: 56 arcani minori e 22 arcani maggiori. Gli arcani minori sono le comuni carte da gioco, divise in quattro semi (per esempio: coppe, denari, bastoni, spade); gli arcani maggiori o “trionfi” sono figure manifestamente simboliche, come si intuisce già dalla loro denominazione: Matto, Bagatto (o Mago), Papessa (o Giunone), Imperatrice, Imperatore (o Giove), Papa, Innamorati (o Amore), Carro, Giustizia, Eremita, Ruota della Fortuna, Forza, Appeso (o Impiccato), Morte, Temperanza, Diavolo, Torre (o Casa di Dio), Stelle, Luna, Sole, Giudizio (o Angelo), Mondo. L’iconografia dei tarocchi nasce in seno all’enciclopedismo medioevale e affonda le radici nella mitologia classica. Reinterpretazioni successive ad opera di pittori e illustratori amplificano l’aspetto simbolico di queste immagini in ogni loro dettaglio. Nel XVIII secolo l’esoterismo francese sviluppa il loro significato in direzione spiritualistica e, da strumento di gioco, i tarocchi diventano strumento di divinazione.

Dal punto di vista analitico sembra possibile che le 22 lame dei tarocchi illustrino simbolicamente il processo di individuazione. Ne è indizio il fatto che l’arcano numero uno rappresenta il Bagatto (l’uomo misero, ma anche mago e artifex) e che l’arcano numero ventuno (il Mondo) è un mandala con tutte le caratteristiche della totalità ordinata e armonica. Disponendo gli arcani in cerchio (“rotat” è un abusato anagramma di “tarot”) l’arcano numero zero (il Matto) viene a trovarsi all’inizio del percorso, quale immagine di squilibrio e follia e contemporaneamente alla fine del percorso, quale immagine della “divina follia” che caratterizza l’anthropos pienamente realizzato.

È suggestiva l’ipotesi che gli arcani che si situano fra i due estremi rappresentino un iter ordinato e che configurino le tappe progressive del processo di individuazione, con la possibilità che illustrino anche una via femminile o “umida” e una via maschile o “secca” all’individuazione. Tuttavia, il fatto che i tarocchi siano carte da gioco, nate per essere mescolate e riordinate in continuazione, suggerisce che ogni percorso individuativo è variabile, mobile e soggettivo.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

(È necessario iscriversi contattando la segreteria della scuola)

ven 17/01/20 - dalle ore 17.30 alle 19.30
SUPER-IO E COSCIENZA MORALE, ASPETTI TEORICI
Docenti: Michele Oldani

Istanza psichica introdotta da Freud nella seconda topica, il Super-io rappresenta l’insieme dei valori psicologici che da una parte limitano e dall’altra fondano la coscienza.

Strutturandosi in seguito al declino del complesso di Edipo, risulta essere il prodotto dell’interiorizzazione dei divieti ad esso collegati e successivamente delle regole e delle istanze morali proprie della famiglia e delle agenzie formative sociali.

Jung tiene invece ancorata questa istanza alla potenza dei valori psichici del passato di cui alcune immagini archetipiche sono espressione e ne inserisce la funzione in un più ampio schema collaborativo che prevede contemporaneamente il riconoscimento da parte dell’Io della preponderanza della psiche profonda di cui anche il Super-io è espressione e la collaborazione con esso a fini individuativi. 

Il corso si propone un approfondimento delle teorie ed uno sguardo sulle conseguenti declinazioni relative alle problematiche psicopatologiche.

Ulteriori date: 7/02/2020, 3/04/2020 e 8/05/2020.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  80,00 (40,00 € per i soci).

sab 18/01/20 - dalle ore 16.30 alle 18.30
CAPITAN FANTASTIC (2016) di Matt Ross
CINEFORUM | Il PADRE

Quest’anno il cineforum intende affrontare un tema al centro del dibattito psicoanalitico e sociologico degli ultimi decenni: il Padre. Quando si parla della figura e funzione del padre il discorso tende a estremizzarsi: da immagini vicine al padre castrante dell’Edipo freudiano, al padre in crisi e assente di cui si parla molto oggi. Negli ultimi anni sono stati diversi i film che hanno toccato questo tema: ne abbiamo scelti quattro. Come nel lavoro simbolico, la nostra speranza è di mettere a confronto queste polarità, per costruire durante i quattro incontri un’immagine di Padre nuova e contemporanea.

Ben vive con la moglie e i 6 figli lontano da ogni forma di civiltà nei boschi della Costa nord occidentale degli Stati Uniti. Cerca di crescere i figli nel migliore dei modi sottoponendolo ad un duro addestramento fisico  ed intellettuale. A causa di un evento tragico ben è costretto, suo malgrado, a lasciare il bosco e la vita che si è creato. Inizierà così un difficile viaggio, nel mondo reale, durante il quale i suoi figli incontreranno pericoli ed emozioni a loro sconosciute mentre Ben avrà la possibilità, per la prima volta, di mettere in discussione il proprio stile educativo ed il suo essere padre, abbandonando intellettualismi per dar voce al sentimento, funzione trasformatrice.

Presentazione di Giovanni Aricò, Andrea Melpignano e Federica Noziglia. 

Ingresso libero

sab 08/02/20 - dalle ore 10.30 alle 17.00
IL CONTRIBUTO DI JUNG ALL’INFANZIA
Docenti: Magda Di Renzo

Nonostante Jung non abbia rivolto specificamente il suo interesse all’età evolutiva, il suo lavoro rappresenta una fonte importante per approcciare il bambino.

Dalla precisazione sulle due forme del pensare alla centralità conferita all’immagine tutto consente una comprensione dei meccanismi alla base dello sviluppo e degli strumenti idonei alla comunicazione delle diverse aree psichiche.

Le riflessioni cliniche sugli stati dissociativi e sull’esperienza traumatica consentono, oltre ad una comprensione della psicopatologia.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

(È necessario iscriversi contattando la segreteria della scuola)

ven 21/02/20 - dalle ore 15.00 alle 19.30
NARRAZIONI DI ALTRE CIVILTÀ: PERCORSI INDIVIDUATIVI A CONFRONTO
Docenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

I racconti tradizionali che provengono da altri continenti presentano percorsi iniziatici che si basano su coordinate differenti dai motivi tipici delle nostre fiabe e dei nostri miti.

Il corso vuole proporre confronti e riflessioni su universali e archetipi da un lato e sulle variabili dei codici sociali, familiari, relazionali, etici e di costruzione dell’essere umano.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

(È necessario iscriversi contattando la segreteria della scuola)

sab 07/03/20 - dalle ore 10.30 alle 17.00
HILLMAN E LA TEORIA DELLA GHIANDA
Docenti: Magda Di Renzo

La manifestazione sintomatica è solo evoluzione o anche rivelazione? La teoria della ghianda legge la storia in senso prospettico cercando di cogliere i germogli delle possibili future evoluzioni anziché scrivere “storie al Futuro anteriore” già segnate dalla vulnerabilità o dal deficit.

La fantasia di crescita che pervade il nostro collettivo impedisce il rispetto dei tempi del bambino e condiziona le modalità di approccio l’infanzia.

Concepire l’immagine come, prioritaria e il concetto come secondario consente di rispettare il “diritto a non parlare” del bambino.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

(È necessario iscriversi contattando la segreteria della scuola)

sab 14/03/20 - dalle ore 09.30 alle 11.30
L’ATELIER
Arte e psicheDocenti: Barbara Dambrogio

Si parte entrando in una stanza. Vuota. O meglio, piena di tavoli e sedie e materiali vari disposti secondo un certo ordine. Tra i primi sguardi e le parole e la verifica che lo zucchero per il tè e la carta igienica ci siano, si avvia il rito del martedì mattino. Qual è la consegna di oggi? È sempre la stessa di fondo, ma loro non lo sanno. O forse sì. Ognuno può muoversi come meglio crede su questa tavola imbandita.

Ognuno cerca e trova il suo posto a sedere. Prendiamo i lavori dello scorso incontro e scegliamo il dettaglio più insignificante che abbiamo. Usiamolo come un nuovo ingrediente. Prima e dopo. Dentro e fuori. Lo spazio bianco e quello pieno. Il lavoro scorre sul filo teso tra due opposti. Si generano risonanze di forme e colore tra chi è seduto vicino. C’è un tempo per alzare lo sguardo e vedere le immagini dei compagni. C’è un tempo per giocare a condividere titoli e vissuti richiamati reciprocamente. Un’anta rotta di un pensile in cucina può diventare il volto di una sirena.

Ingresso libero

sab 14/03/20 - dalle ore 11.30 alle 13.30
FILM EVENTO: THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA (2017), diretto da BJÖRN RUNGE
Arte e psicheDocenti: Paola Cesati, Rossella Ricci

Per quale motivo l’attribuzione di un premio Nobel manda a pezzi la relazione di una coppia sposata? Fino a quando è tollerabile tener fede a un patto segreto, se il prezzo è la rinuncia al proprio talento e al desiderio di realizzarsi?

L’artificio che ha efficacemente separato la verità pubblica da quella privata vacilla sotto la spinta individuativa che rende improvvisamente insopportabile e offensiva questa consegna all’altro.

TAVOLA ROTONDA ATTORNO A: creatività, responsabilità, coraggio, talento. 

Ingresso libero

ven 20/03/20 - dalle ore 15.00 alle 19.30
LA CURA AI CONFINI TRA PIÙ CULTURE: QUALI SINERGIE TRA ETNOPSICOTERAPIA E ALTRE PROFESSIONI?
Docenti: Davide Galesi

Una riflessione su differenze e punti di contatto tra metodologie che, sebbene diverse, sono chiamate a realizzare interventi condivisi con persone non occidentali.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

sab 28/03/20 - dalle ore 10.00 alle 17.30
Seminario su Odissea
Docenti: Michele Oldani

Ulisse ha rappresentato nel tempo, da Dante fino a Joyce, motivo di ispirazione e riflessione.

Il senso del suo errare, l’astuzia, la nostalgia, il rapporto con il padre ed il figlio sono solo alcuni dei temi che l’odissea porta in scena.

Il seminario si prefigge lo scopo di affrontarli in chiave psicologica, prestando particolare attenzione alle figure del protagonista, di Penelope e Telemaco ed al viaggio, nella sua potenzialità realizzativa o nella possibile deriva psicopatologica che a volte ne nasconde la meta.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

sab 04/04/20 - dalle ore 16.30 alle 18.30
IL SACRIFICIO DEL CERVO SACRO (2017) di Yorgos Lanthimos
CINEFORUM | Il PADRE

Quest’anno il cineforum intende affrontare un tema al centro del dibattito psicoanalitico e sociologico degli ultimi decenni: il Padre. Quando si parla della figura e funzione del padre il discorso tende a estremizzarsi: da immagini vicine al padre castrante dell’Edipo freudiano, al padre in crisi e assente di cui si parla molto oggi. Negli ultimi anni sono stati diversi i film che hanno toccato questo tema: ne abbiamo scelti quattro. Come nel lavoro simbolico, la nostra speranza è di mettere a confronto queste polarità, per costruire durante i quattro incontri un’immagine di Padre nuova e contemporanea.

Presentazione di Giovanni Aricò e Matteo Tagliaferri.

Ingresso libero

sab 18/04/20 - dalle ore 10.30 alle 17.00
FORDHAM E LA TERAPIA ANALITICA JUNGHIANA
Docenti: Magda Di Renzo

Il Sé e il processo di individuazione sono importanti anche nel corso dell’infanzia e in generale nella prima metà della vita. Lo sviluppo dell’individuo attraverso il processo di integrazione, de-integrazione e le immagini archetipiche come manifestazione del bambino e non solo come derivato delle immagini genitoriali.

Le esperienze infantili possono essere considerate in gran parte come elementari rappresentazione del Sé che, nel corso dello sviluppo, si trasformano in quelle complesse e organizzate esperienze definite sicurezza di sé, e nella sensazione di possedere un’identità caratterizzata da una continuità spazio-temporale.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

(È necessario iscriversi contattando la segreteria della scuola)

sab 23/05/20 - dalle ore 11.30 alle 13.30
Presentazione lavori di diploma

L’acqua e i sogni

“L’acqua nelle profondità rappresenta l’inconscio” (C.G. Jung, Fondamenti della psicologia analitica). Dove nei sogni si presentano maremoti e alluvioni c’è un grande movimento di energia psichica e il sognatore percepisce un intensa attivazione emotiva, che porta con sé un forte potere trasformativo. Quando l’Io percepisce il terrore di essere travolto da un’inondazione di materiale inconscio sommerso può nascere una nuova alba per il Sé.

Simone Castellari


Il giovane alato

Ogni volta che ci avviciniamo al Puer, siamo irrimediabilmente indotti a resistere alla tentazione di coglierlo per non esserne preda. Il Puer è per natura imprendibile: esiste ma in una dimensione astorica di eterno esilio dal mondo. Quello del Puer è un movimento di ricerca ininterrotto: egli teme di fermarsi stabilmente perché sa di non restare per sempre. È l’incarnazione del Wanderer, il viandante romantico che vive l’impossibilità di una patria. È il soffio leggero della poesia che non riesce a tradursi in prosa. È “lo sbocciar delle cose” che non sa attendere “il tempo del raccolto”. Entrare nella storia, significa per il Puer perdere il rapporto con l’assoluto e al contempo con la propria matrice originaria. Il destino del Puer è quello di volare, di sostare altrove, senza alloggiare mai in questo mondo. Il suo sguardo non è psicologico ma estetico. Dice però Hilman: “Dal Puer ci proviene il senso di destino e di missione; il senso di possedere un messaggio e di dover essere gli eterni coppieri degli dei”. Esso è la vocazione delle cose a raggiungere la propria perfezione, la vocazione delle persone verso il Sé. Per tale ragione, questo archetipo rappresenta uno degli elementi più dinamici della psiche, dato che quando per il Puer “qualcosa finisce è soltanto per dare corso a un nuovo inizio”. Jung, accanto ai limiti di questo archetipo, ne sottolinea le infinite risorse e le grandi potenzialità, affermando che, “[…] il fanciullo da una parte è insignificante, sconosciuto, soltanto un fanciullo, dall’altra parte è invece divino”. La mia scelta è quella di omaggiare il Puer affrontandone la fenomenologia in relazione ad alcune figure che incontriamo abitualmente nel cammino individuativo, quali l’Ombra, l’Anima e la Morte. L’impressione è che ogni dinamica descriva un paesaggio interiore che condensa in forma immaginale un momento cruciale della crescita del Puer verso la maturità e l’interezza.

Massimiliano Cau

sab 23/05/20 - dalle ore 14.30 alle 16.30
Presentazione lavori di diploma

Percorso terapeutico e figure fantasmatiche di un trauma precoce

Il trauma precoce mobilita angosce potentissime che devono essere scongiurate a ogni costo, pena la distruzione psichica. Si attivano, perciò, operazioni difensive primitive finalizzate a mantenere la psiche in uno stato dissociativo, affinché il dolore causato dal trauma possa essere più gestibile e tollerabile. Questo stato dissociativo è garantito da potenze archetipiche, transpersonali, che hanno il compito di proteggere il nucleo più profondo e vulnerabile della personalità. Tali potenze si personificano, diventando figure demoniche prese in prestito dall’immaginario collettivo, persecutrici e protettrici al contempo. 

In questo lavoro è raccontata la storia di un trauma precoce, con particolare attenzione agli “Esseri” transpersonali giunti in soccorso e alla loro evoluzione nel corso della terapia. Nani, streghe, clown e altre potenti figure incontrate nel corso del tempo, hanno permesso di mitigare la sofferenza prodotta dal trauma, ponendosi come interfaccia tra distruzione ed evoluzione. 

Giovanna Cocuzza


La Pietra d’inciampo: errori alchemici nel percorso individuativo

La pietra d’inciampo è un ostacolo inaspettato, una deviazione sul cammino, qualcosa sbarra la strada e che modifica, contro ogni volontà cosciente, il percorso che si era fino a quell’incidente determinato.

Tre personaggi apparentemente molto differenti – Il poeta Cesare Pavese, lo scrittore di fantascienza Philip K. Dick e un paziente tormentato, il signor N. – vengono messi a confronto alla ricerca di un errore comune nell’Opus alchemica della loro vita, ipotetico errore talmente determinante da essere in grado di cambiare l’esito stesso del loro cammino.

Luciano De Blasi


 

13 Dicembre 2019 © Scuola LI.S.T.A. Circolo di via Podgora | Via Illirico 18 20133 MILANO +39 02 39834097 | +39 345 8564612 | P.I. 03688930969