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Sab 18/04/20 - dalle ore 10.30 alle 17.00
FORDHAM E LA TERAPIA ANALITICA JUNGHIANA
Docenti: Magda Di Renzo

Il Sé e il processo di individuazione sono importanti anche nel corso dell’infanzia e in generale nella prima metà della vita. Lo sviluppo dell’individuo attraverso il processo di integrazione, de-integrazione e le immagini archetipiche come manifestazione del bambino e non solo come derivato delle immagini genitoriali.

Le esperienze infantili possono essere considerate in gran parte come elementari rappresentazione del Sé che, nel corso dello sviluppo, si trasformano in quelle complesse e organizzate esperienze definite sicurezza di sé, e nella sensazione di possedere un’identità caratterizzata da una continuità spazio-temporale.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

(È necessario iscriversi contattando la segreteria della scuola)

Sab 23/05/20 - dalle ore 11.30 alle 13.30
Presentazione lavori di diploma

L’acqua e i sogni

“L’acqua nelle profondità rappresenta l’inconscio” (C.G. Jung, Fondamenti della psicologia analitica). Dove nei sogni si presentano maremoti e alluvioni c’è un grande movimento di energia psichica e il sognatore percepisce un intensa attivazione emotiva, che porta con sé un forte potere trasformativo. Quando l’Io percepisce il terrore di essere travolto da un’inondazione di materiale inconscio sommerso può nascere una nuova alba per il Sé.

Simone Castellari


Il giovane alato

Ogni volta che ci avviciniamo al Puer, siamo irrimediabilmente indotti a resistere alla tentazione di coglierlo per non esserne preda. Il Puer è per natura imprendibile: esiste ma in una dimensione astorica di eterno esilio dal mondo. Quello del Puer è un movimento di ricerca ininterrotto: egli teme di fermarsi stabilmente perché sa di non restare per sempre. È l’incarnazione del Wanderer, il viandante romantico che vive l’impossibilità di una patria. È il soffio leggero della poesia che non riesce a tradursi in prosa. È “lo sbocciar delle cose” che non sa attendere “il tempo del raccolto”. Entrare nella storia, significa per il Puer perdere il rapporto con l’assoluto e al contempo con la propria matrice originaria. Il destino del Puer è quello di volare, di sostare altrove, senza alloggiare mai in questo mondo. Il suo sguardo non è psicologico ma estetico. Dice però Hilman: “Dal Puer ci proviene il senso di destino e di missione; il senso di possedere un messaggio e di dover essere gli eterni coppieri degli dei”. Esso è la vocazione delle cose a raggiungere la propria perfezione, la vocazione delle persone verso il Sé. Per tale ragione, questo archetipo rappresenta uno degli elementi più dinamici della psiche, dato che quando per il Puer “qualcosa finisce è soltanto per dare corso a un nuovo inizio”. Jung, accanto ai limiti di questo archetipo, ne sottolinea le infinite risorse e le grandi potenzialità, affermando che, “[…] il fanciullo da una parte è insignificante, sconosciuto, soltanto un fanciullo, dall’altra parte è invece divino”. La mia scelta è quella di omaggiare il Puer affrontandone la fenomenologia in relazione ad alcune figure che incontriamo abitualmente nel cammino individuativo, quali l’Ombra, l’Anima e la Morte. L’impressione è che ogni dinamica descriva un paesaggio interiore che condensa in forma immaginale un momento cruciale della crescita del Puer verso la maturità e l’interezza.

Massimiliano Cau

Sab 23/05/20 - dalle ore 14.30 alle 16.30
Presentazione lavori di diploma

Percorso terapeutico e figure fantasmatiche di un trauma precoce

Il trauma precoce mobilita angosce potentissime che devono essere scongiurate a ogni costo, pena la distruzione psichica. Si attivano, perciò, operazioni difensive primitive finalizzate a mantenere la psiche in uno stato dissociativo, affinché il dolore causato dal trauma possa essere più gestibile e tollerabile. Questo stato dissociativo è garantito da potenze archetipiche, transpersonali, che hanno il compito di proteggere il nucleo più profondo e vulnerabile della personalità. Tali potenze si personificano, diventando figure demoniche prese in prestito dall’immaginario collettivo, persecutrici e protettrici al contempo. 

In questo lavoro è raccontata la storia di un trauma precoce, con particolare attenzione agli “Esseri” transpersonali giunti in soccorso e alla loro evoluzione nel corso della terapia. Nani, streghe, clown e altre potenti figure incontrate nel corso del tempo, hanno permesso di mitigare la sofferenza prodotta dal trauma, ponendosi come interfaccia tra distruzione ed evoluzione. 

Giovanna Cocuzza


La Pietra d’inciampo: errori alchemici nel percorso individuativo

La pietra d’inciampo è un ostacolo inaspettato, una deviazione sul cammino, qualcosa sbarra la strada e che modifica, contro ogni volontà cosciente, il percorso che si era fino a quell’incidente determinato.

Tre personaggi apparentemente molto differenti – Il poeta Cesare Pavese, lo scrittore di fantascienza Philip K. Dick e un paziente tormentato, il signor N. – vengono messi a confronto alla ricerca di un errore comune nell’Opus alchemica della loro vita, ipotetico errore talmente determinante da essere in grado di cambiare l’esito stesso del loro cammino.

Luciano De Blasi


 

Sab 30/05/20 - dalle ore 9.30 alle 16.30
TRAUMA E MEMORIA
Docenti: Antonello Correale

 

Il seminario affronterà gli effetti delle esperienze traumatiche sulla capacità di ricordare e sulle conseguenze delle esperienze traumatiche che ripetute esercitano sulla formazione della personalità, con particolare rifermento alla isteria e al disturbo borderline.

La partecipazione per l’intera giornata richiede un contributo di  120,00 (80,00 € per i soci).

(È necessario iscriversi contattando la segreteria della scuola)

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