Corso Biennale di Etnopsicoterapia

CORSO BIENNALE DI SPECIALIZZAZIONE IN ETNOCLINICA

Responsabili: Roberto Maisto e Giulia Valerio 

L’attuale società italiana è attraversata da diversi anni dal fenomeno migratorio che coinvolge anche gli psicoterapeuti nelle sfide che pone alle strutture di accoglienza e di cura, mettendo in crisi i nostri modelli terapeutici.

Malattia e guarigione, pratiche di cura e modalità di accoglienza, crescita dell’individuo e relazioni con il sociale sono parametri culturalmente determinati; l’incontro con l’alterità apre nuove prospettive sul modo di interpretare, di curare e di intendere un processo terapeutico.

La Psicologia Analitica di Jung e l’Etnoclinica si arricchiscono vicendevolmente, aprendo nuovi scenari della relazione tra coscienza e inconscio, tra collettività e individuo, tra archetipi e patologia.

Il corso propone alcuni elementi di base, l’esperienza clinica delle consultazioni, nonché la testimonianza diretta e indiretta di cura e di culture altre lontane dalla nostra.

Il corso prevede un piano di studi personale, concordato con il responsabile del settore e il tutor, e comprende alcune materie della scuola, tirocini ed esperienze sul campo, laboratori e gruppi di supervisione. Il corso è aperto agli interessati e agli operatori; ha scadenza biennale e alla fine del secondo anno verrà rilasciato un attestato di frequenza. È richiesto un colloquio di ammissione.


Dare a ogni nazione il proprio tipo di medicina,
il corpus teorico più adatto ad essa, quello che gli giova.
Perché so bene che le mie prescrizioni sarebbero
inefficaci presso altre popolazioni, così come 

ricette straniere potrebbero risultare inefficaci 
presso di noi. Paracelso (1537)

La soggettività dell’altro, dello straniero, e la sua radicale esperienza di vita rimangono la cifra dell’incontro etnoclinico e invitano gli operatori a rivisitare le modalità dei nostri sistemi di cura. I principi che fondano questa disciplina divengono inoltre una “formazione permanente” per il saper-fare terapeutico, aprendo ad un ascolto differente, a un costante decentramento, a una attenzione più profonda a ciò che è implicito, invisibile, archetipico.

Per i corsi di quest’anno accademico 2021/22 proponiamo una introduzione, aperta in particolare agli allievi dei primi due anni del corso per psicoterapeuti, in cui affronteremo gli aspetti principali, le basi teoriche e le ricadute concrete sui dispositivi che fanno parte della nostra pratica etnoclinica.

Continueremo quindi ad analizzare ed arricchire il nostro sguardo sulla alterità attraverso due diverse giornate di studio: nella prima, condotta da Rita Bartolucci, apprezzeremo i fondamenti della ricca pedagogia africana che si fonda su aspetti diversi dai nostri, e come essa possa interagire e dialogare con i nostri sistemi di riferimento nella cura dei bambini e nell’approccio alle consultazioni con le famiglie migranti.

Nella seconda giornata, affidata a Idrissa Le Sage Traoré e Kossi Fiawoo, avremo modo di approfondire i contributi che accrescono le potenzialità di cura del dispositivo gruppale quando sono presenti colleghi e co-terapeuti che vengono da altre culture. Nella clinica con pazienti stranieri spesso incontriamo paralleli percorsi di cura gestiti da guaritori e saggi lontani, ugualmente invocati e convocati dai migranti stessi e presenti con i loro “oggetti attivi” anche in terra straniera.

La psicologia analitica ha da tempo riflettuto sulle relazioni profonde che la materia ha in generale sul mondo psichico e quindi anche nei processi di cura nostri. Tenteremo di vedere i parallelismi e i possibili punti di congiunzione senza scadere in semplificazioni o traduzioni. Infine, con Nathalie Zajde, psicoterapeuta e ricercatrice del Centre George Devereux di Parigi, avremo modo di entrare all’interno dello storico centro etnoclinico fondato da Tobie Nathan. Ci condurrà in una ricca giornata di lavori su due temi principali: la cura di bambini nati in terra di migrazione che deve tenere conto della continuità generazionale, e i dispositivi messi a punto sul campo, in questo caso in Guinea Conakry, per la cura dei traumi di violenze politiche e di genere. 


SVOLGIMENTO DELLA FORMAZIONE

FREQUENZA. Il corso di formazione è biennale e comprende lezioni, laboratori, seminari, tirocinio e supervisioni. La frequenza è obbligatoria. 

TUTOR. Viene offerta la possibilità agli allievi di scegliere un tutor, con cui studiare il piano di studi da seguire e con quali corsi integrare la formazione specifica di Etnoclinica. Il tutor può offrire anche un percorso esperienziale, che prevede la partecipazione a consultazioni etnocliniche, laboratori terapeutici o gruppi di supervisione.

ISCRIZIONE. Possono iscriversi al corso psicoterapeuti, psicologi e operatori del settore. È previsto un colloquio con i Coordinatori del corso. 

ELABORATO FINALE. Alla conclusione del biennio, il candidato presenterà un lavoro scritto su un tema approfondito nel corso degli studi.

COSTO: 1.200 (esente IVA), più 50,00 € di quota associativa.

ISCRIZIONI:  è necessario rivolgersi in segreteria.

PARTECIPAZIONE ALLE SINGOLE LEZIONI: previo accordo con i docenti e prenotazione in segreteria, al costo per modulo di 40,00 €, per i Soci 30,00 €.


7 Dicembre 2021 © Scuola LI.S.T.A. Circolo di via Podgora | Via Illirico 18 20133 MILANO +39 02 39834097 | +39 345 8564612 | P.I. 03688930969