I Moduli Didattici 2026-27

C.G. Jung, fin dalle prime ricerche in campo psichiatrico, scopre e afferma il valore dei modelli archetipici del comportamento umano, narrati nelle mitologie di ogni civiltà. Riallacciare le vicende del cammino personale a tali temi ha grande valore terapeutico, ermeneutico e individuativo.
Non è importante conoscere tutti i miti che ci costituiscono (cosa peraltro impossibile), ma coltivare questo tipo di ascolto e di prospettiva per poter iscrivere le vicende dei singoli in un orizzonte di senso.
[6 moduli]

L’inconscio non chiede permesso. A volte appare come un sussurro nei sogni, altre come un’immagine che scuote, un sintomo che interrompe il corso abituale della vita. Può insinuarsi o irrompere, guidare o provocare, ma sempre porta un messaggio che incrina la pretesa di unilateralità della coscienza. Nel cammino individuativo, queste apparizioni – lievi o dirompenti che siano – diventano passaggi cruciali, che possono generare conflitti o alleanze. Attraverso storie e percorsi interiori, esploreremo come riconoscere, accogliere e interpretare queste visite, trasformando il disturbo in rivelazione e la rottura in apertura.
Lo psichiatra e psicoterapeuta Ettore Quadro introdurrà il tema della presenza dell’inconscio approfondendo quanto è accaduto a Warburg (1866-1929), storico dell’arte, considerato uno dei padri fondatori dell’iconologia. Nel corso verrà trattata l’evoluzione della sua psicosi durante il ricovero, il problema della diagnosi e gli avvenimenti che condussero alla sua guarigione. Si cercherà di mettere in evidenza alcuni aspetti della biografia e della produzione scientifica che permettono una possibilità di comprensione di alcune caratteristiche delle manifestazioni psicopatologiche. Il percorso di guarigione verrà analizzato, sempre alla luce della psicologia junghiana, ritenendolo un processo di difficile comprensione che potrebbe avere avuto inizio sia nella coscienza sia nell’archetipo.
[6 moduli]

Nell’incontrare l’alchimia Jung riconosce il fondamento storico della sua psicologia analitica. Ne riconosce le concordanze considerando i processi degli alchimisti come proiezioni di processi psichici sulla materia, in un tempo in cui psiche e materia erano senza soluzione di continuità.
Jung passerà molti anni a studiare antichi scritti anche molto criptici, così come farà, su suo invito, la sua allieva Marie-Louise von Franz che, con il suo testo Alchimia, ci introdurrà al linguaggio, ai processi e alle pratiche di alchimia interiore.
[5 moduli]

Come dice lei stessa di sé, Etty Hillesum era “una laboriosa studentessa in una camera accogliente con libri e un vaso di margherite sul tavolo.” Non era una filosofa, né una mistica, voleva diventare una scrittrice ma è morta ad Auschwitz a 29 anni.
Gli ultimi suoi due anni su questa terra sono stati pieni di vita che include la morte, e di ricerca interiore, di incontri, di inciampi e dubbi, di esperienza del trascendente nell’immanente; nello stare “tra”. Ci ha lasciato fortunosamente i suoi diari degli ultimi due anni di vita che leggeremo insieme.
[3 moduli]

Coscienza ed inconscio nella psicologia analitica sono in un rapporto dialogico, complementare e non “necessariamente in opposizione conflittuale”, come osserva L. Frey-Rhon. Nel saggio del 1928 Jung presenta la struttura molteplice della psiche, un modello psicologico vitale e articolato di “relazioni tra l’io e l’inconscio” nell’idea di una totalità di processi consci ed inconsci. Introduce poi il concetto di individuazione riferito allo sviluppo della personalità, un processo di differenziazione consapevole rispetto al collettivo. Concepita come un divenire, l’individuazione si realizza nella vita, nelle relazioni significative e trova un rispecchiamento nel confronto dell’Io con le figure interiori di Persona, Ombra, Anima, Animus e Sé.
[4 moduli]

Strepitolino o Tremotino è la traduzione in italiano di Rumpelstiltskin, nome del “piccolo uomo” dell’omonima fiaba inclusa nella raccolta dei Fratelli Grimm, di cui esistono numerose varianti e adattamenti. La fiaba originaria coglie la forza attribuita al nome personale e ci fa riflettere sul valore del nominare, nel setting analitico, condizioni, eventi e situazioni. Secondo l’interpretazione di Marie-Louise von Franz, questa fiaba offre anche la chance di un lavoro interiore immaginale al fine di distinguere tra bene e male, tra impulsi creativi e distruttivi, individuando inoltre, nelle voci e nei gesti dei personaggi, nuovi stili di rapporto tra maschile e femminile.
[2 moduli]

Il corso si propone di gettare uno sguardo di insieme sulla vita e sull’opera di C.G. Jung, intimamente connesse, seguendo il filo rosso della sua esperienza umana e psichica e cogliendone i momenti salienti anche dal punto di vista teorico.
[9 moduli]

Il corso si propone di entrare nell’infinita varietà dei sogni e provare a coglierne alcune varianti significative, sia sul piano dei contenuti sia su quello della sintassi, sia anche per quanto riguarda la complessa e delicata relazione con il piano della coscienza.
[6 moduli]

Si affronterà il tema del rapporto dell’individuo con la natura animale che lo abita e della necessità di entrare in relazione con essa, all’occorrenza anche “innamorandosene”. Verrà analizzato il racconto L’iguana, di Anna Maria Ortese, dove incontriamo un giovane uomo che si innamora di una piccola iguana. “Il drago e il serpente – scrive von Franz – indicano nell’inconscio sempre qualcosa di disumano: o sono divini in senso positivo o diabolici in senso negativo”.
[5 moduli]

La teoria dei tipi psicologici, elaborata da Jung, prevede l’esistenza di un’area di interazione con se stessi e con il mondo in cui gli individui, a seconda della tipologia a cui appartengono, sono incapaci, imperfetti, inadeguati. Quest’area, la funzione inferiore, o quarta funzione, “dimora totalmente” nell’inconscio; per questo è fuori dalla portata della coscienza. Ciò non di meno è un’area psichica il cui accesso, che può avvenire solo per vie trasversali, apre l’individuo ad un mondo di immagini potenzialmente significative.
[4 moduli]

Jung definisce l’anamnesi come “un processo il cui scopo è raccogliere, nel momento critico, la personalità intera”. Spesso è intesa come una esplorazione preliminare delle aree salienti della vita, le relazioni determinanti, i condizionamenti, le storie di malattia. Il passato rischia di essere ridotto a un magazzino da cui prendere a mani basse risorse o dati per trattare i problemi del presente. Possiamo invece viverla come viaggio nei luoghi e nelle abitazioni d’origine, o come scoperta, attraverso la storia delle parole che usiamo, della nostra “coda di sauri” e cura degli antenati, genetici o spirituali. Allora, la memoria può rivelarsi un terreno abitato e vivo, da nutrire, onorare e riparare, e l’anamnesi diventa un fare diverso, più vicino al cuore della cura.
[5 moduli]

Si cercherà di osservare in modo laboratoriale con quali immagini, nell’esperienza soggettiva, nei sogni e nella pratica analitica, la solitudine presenti ancora il suo valore di incoraggiamento, di vuoto e di silenzio fertili per i processi creativi. E quasi sempre un luogo di tensione e confronto tra lo spirito del tempo e lo spirito del profondo.
[4 moduli]

Le fiabe offrono illimitate varianti quanti sono i luoghi, i temi, e le caratteristiche del narratore, poiché sono realtà psichiche viventi e fruibili come le ricette di cucina. Esse possiedono i caratteri dell’anonimità, sono contenuti archetipici calati però nel particolare momento del racconto. In quanto tali diventano operativi: autentici simboli at work. Le fiabe sono totalmente democratiche, adatte a tutti gli orecchi, dai bimbi agli adulti, dai semplici ai dotti, dai malati ai sani. Per questo motivo le ho usate con alcuni colleghi, pazienti e operatori per quasi quarant’anni in ospedale psichiatrico. Per me sono state, nella lettura della von Franz, un prezioso manuale di istruzione per l’apprendimento del pensare simbolico. Propongo tre diverse fiabe con introduzione teorica e lavoro pratico con l’intero gruppo classe.
[4 moduli]

«La preghiera accresce la luce della stella.»
(Il Libro Rosso, Sermone VII)
Si propone una riflessione sul settimo sermone dei Septem Sermones ad Mortuos contenuti nel Libro Rosso. Il messaggio centrale annuncia l’Era dell’Acquario e, con essa, una nuova immagine di Dio e si conclude con una commovente preghiera rivolta a Dio come unica guida, ovvero alla Stella Blu. «Questa stella è… la meta dell’uomo». Nelle visioni successive ai Sette Sermoni, C.G. Jung volge lo sguardo al cielo stellato e alla Via Lattea e vede una donna, la madre celeste. Egli desidera diventare suo figlio. Infatti, verso la fine della sua vita, afferma: «Fin dall’inizio ho sentito che la Torre è un luogo di maturazione – un grembo materno … nel quale potevo diventare ciò che ero, ciò che sono e ciò che sarò» (Il Libro Rosso, Scrutinies, p. 354 e sgg.)
[3 moduli]

Il corso si aprirà con un sogno, in cui il sognatore si trova di fronte a un tempio in stile Taj Mahal, e alla fine vede la figura di un uomo cosmico, l’Anthropos, sulla facciata del tempio. Qual è il significato di questa immagine? Per avvicinarci a questo simbolo, esamineremo innanzitutto alcune immagini tratte dal Libro Rosso di Jung, le cui prime parole recitano: «La via di ciò che verrà». E le immagini che osserveremo si riferiscono – ciascuna a modo suo – all’Era dell’Acquario. L’immagine dell’Acquario è il Portatore d’Acqua. A differenza dei Pesci, esso è una figura umana. Secondo Jung, una delle sfide dell’era che sta per arrivare è quella di accettare e reggere gli opposti. Al centro del sogno si erge il Taj Mahal, il monumento sepolcrale di due persone unite dall’amore. Che cosa ha a che fare il simbolo dell’Uomo cosmico, l’Anthropos, con le relazioni umane e con l’Eros?
[3 moduli]

Si propongono momenti di lettura di testi scelti dalle opere di Jung. Il pensiero di Jung si è nutrito dello scambio con colleghi e figure provenienti da altri campi di studio animati da una passione condivisa per l’esplorazione della psiche, dei sogni e delle manifestazioni dell’archetipo. Questa circolarità è particolarmente evidente nelle trascrizioni dei suoi seminari dove la riflessione teorica si arricchiva spesso di sogni e talvolta di avvenimenti sincronici. Il gruppo sarà invitato a metter mano ai testi in modo circolare e condiviso.
[7 moduli]

Il lavoro di Hundertwasser (1928-2000) può essere esaminato secondo la prospettiva della psicologia analitica. Percorrendo “un sentiero verde”, l’elemento vegetale e naturale imprime una traccia stilistica, indica la direzione simbolica della ricerca creativa di questo artista visionario e del suo attivo impegno per la tutela dell’ambiente e del nostro pianeta. Spirali, meandri, forme irregolari, organiche e vegetali sono i soggetti tipici nella sua pittura. Nei suoi progetti architettonici, alberi e prati crescono sui tetti degli edifici e delle case e talvolta si sviluppano anche al loro interno, rivelando sia la dimensione interiore dell’abitare, sia quella relativa allo spazio urbano e sociale. Una visione poetica, ecologica e sistemica tiene insieme dentro e fuori, soggetto e mondo, individuale e collettivo.
[2 moduli]

La noia è tra le emozioni forse la più complessa e la più criptica. Spesso sgradevole sul piano soggettivo, sicuramente maltrattata ed espulsa dall’attuale collettivo efficientista e dedito al nuovo ad ogni costo, rimanda però a un sapere antico, a uno sguardo saggio sulla vita. Perché se la noia ha senz’altro a che fare con il vuoto, forse non è solo vuoto da riempire, ma anche spazio da ascoltare. Analizzeremo questa scomoda emozione attraverso la lente della psicologia analitica di Carl Gustav Jung, di altre teorie psicodinamiche e la lettura e la discussione di testi letterari e filosofici.
[4 moduli]

Questo ciclo di sei lezioni intende esplorare il tema dell’individuazione come una delle domande più profonde dell’esperienza umana: come si diventa davvero se stessi? Al centro del percorso vi è il pensiero di Jung, con la sua riflessione sul rapporto tra Io e Sé, sul ruolo dell’Ombra, dei simboli e della trasformazione interiore. Il corso metterà inoltre in dialogo questa prospettiva con alcuni contributi della psicoanalisi, in particolare Bion e Winnicott, per interrogare i concetti di O, vero Sé e maturazione dell’esperienza psichica. Lo sguardo verrà poi allargato alle religioni e alle pratiche meditative, come grandi tentativi storici di accedere a un centro dell’essere, e al mito, inteso come racconto simbolico della perdita, della prova e della rinascita. Una particolare attenzione sarà infine riservata ad alcune ricerche neuroscientifiche contemporanee, per comprendere in che modo il linguaggio della scienza possa dialogare, pur nei suoi limiti, con i temi dell’integrazione e della ricerca di sé. Nel suo insieme, il corso vuole mostrare come l’individuazione non sia soltanto un concetto junghiano, ma una figura più ampia del cammino umano verso una forma più piena e consapevole di esistenza.
[6 moduli]

Il corso intende esplorare la figura paterna non solo come ruolo familiare, ma come funzione psichica, simbolica e culturale. Attraversando Freud, Jung e Lacan, insieme alla clinica contemporanea, al mito e alle trasformazioni sociali della famiglia, il percorso si interroga su ciò che il padre rappresenta nella costruzione del soggetto: limite, legge, separazione, orientamento, trasmissione di senso. In Freud il padre appare come figura centrale dell’Edipo e dell’interiorizzazione della norma; in Jung si amplia in immagine archetipica, principio ordinatore e funzione di logos; in Lacan diventa operatore simbolico capace di nominare e strutturare il desiderio. Il corso si propone così di indagare sia le forme patogene dell’assenza o dell’eccesso paterno, sia le metamorfosi della paternità nel mondo contemporaneo. Non per rimpiangere un’autorità perduta, ma per comprendere quali funzioni del padre restino essenziali per la vita psichica e quali nuove forme possano oggi assumere.
[6 moduli]

Le principali teorie psicodinamiche fondano e orientano la diagnosi psicanalitica. E inevitabilmente influenzano anche ciò che nel paziente lavoro di ricerca diagnostica, che Jung paragona alla ricerca di un archeologo, il clinico va a cercare e che per il clinico è significativo. Facendo riferimento principalmente al PDM Manuale Diagnostico Psicodinamico e ai testi di Nancy McWilliams approfondiremo l’orientamento del colloquio finalizzato alla formulazione di una diagnosi psicanalitica.
[4 moduli]

Le ASL della Sardegna, nel tempo, hanno avviato percorsi di cura innovativi, che si attuano con il coinvolgimento e all’interno del contesto della comunità. Alessandro Coni, Direttore Sanitario della ASL 8 di Cagliari, terrà il corso sui metodi e le esperienze sviluppate a partire dalla teoresi junghiana e in una prospettiva sociale, in cui individualità e collettività sono protagonisti inseparabili dei percorsi di cura. Gli allievi che lo desiderano potranno partecipare ai progetti.
[3 moduli]

LE NUOVE ADOLESCENZE. Il corso si propone di esplorare la condizione adolescenziale contemporanea mettendo in dialogo gli elementi strutturali classici di questa fase della vita con le forme nuove, talvolta inedite, attraverso cui oggi essa si manifesta. L’adolescenza resta infatti il tempo della trasformazione del corpo, della ridefinizione dell’identità, del conflitto con le figure di riferimento, dell’apertura al desiderio, al gruppo e al futuro.
Ma accanto a questi nuclei fondamentali emergono oggi configurazioni differenti, che interrogano il lavoro clinico e la comprensione psicologica: fragilità narcisistiche, nuove dipendenze, difficoltà nella simbolizzazione, oscillazioni identitarie, ritiro, esposizione estrema di sé, ma anche inedite risorse di sensibilità, consapevolezza e capacità di mettere in questione modelli rigidi del passato. Il corso intende dunque offrire agli psicologi uno spazio di riflessione teorica e clinica sulle adolescenze attuali, considerate non come semplice deviazione da un modello precedente, ma come luogo in cui si esprimono trasformazioni profonde del legame sociale, familiare e culturale.
[6 moduli]

[Primo modulo]

[Secondo modulo]

[Terzo modulo]

Il nome Lighea evoca la sirena di Tomasi di Lampedusa: creatura di confine, né pienamente umana né aliena, capace di attraversare mondi distanti e di parlare una lingua che tocca ciò che nelle parole ordinarie resta muto. È questa la metafora che dal 1985 anima la Fondazione Lighea di Milano nel suo lavoro in ambito psichiatrico. Attraverso i racconti di chi ha lavorato sul campo, il percorso formativo ripercorre quasi quattro decenni di pratica clinica e riabilitativa.
Il corso intende mostrare come le intuizioni dei pionieri del post-Basaglia dialoghino con il pensiero di Carl Gustav Jung, del quale si valorizza la centralità dell’inconscio come spazio creativo, il lavoro con il simbolo e l’immagine e la relazione terapeutica come incontro tra psiche e psiche.
[3 moduli]

L’Hypnerotomachia Poliphili è considerato il più bello e prezioso libro del Rinascimento e il fascino del libro è non solo nella sua bellezza grafica, ma nel suo essere enigmatico ed ermetico. È un grande romanzo iniziatico, a cui dedicò un approfondito studio Linda Fierz-David.
Secondo Carl Gustav Jung il lavoro di questa Autrice, pubblicato nel 1947, è stato il miglior serio tentativo, riuscito pienamente, di cogliere il cuore del mistero di Polifilo e di svelare il suo contorto simbolismo attraverso la psicologia junghiana. Le interpretazioni di Linda Fierz-David ci portano nel profondo di problemi psichici che continuano ad essere un compito per la mente moderna.
[3 moduli]

“Io sono una stella che con voi va errando e che risplende sin dalle profondità.” Citando questo canto mitraico, Jung sosteneva che è l’archetipo che si costella alla nascita a determinare il destino, più che la realtà oggettiva dei genitori e della famiglia. Per questo era solito partire dal tema natale del paziente e affermava che da questo otteneva indicazioni altrimenti impensabili. Anche per Paracelso il cielo e la terra si congiungono dentro di noi, ci determinano e ci trascendono.
Conoscere quindi la “costellazione individuativa” propria o dei propri pazienti, inscritta nel tema natale, è una via privilegiata di avvicinamento al nucleo profondo di ciascuno. Jung, Bernhard e molti loro seguaci hanno percorso questa via con costanza e fiducia. I segni zodiacali, i pianeti che li governano e le case verranno presentati per coppie di opposti, attraverso immagini, parole-simbolo ed esempi.
[6 moduli]

A partire dagli studi pionieristici dei padri fondatori della pratica etnoclinica e dalla sua applicazione nel contesto socio-culturale odierno, il corso vuole offrire un percorso esperienziale. Verranno definite coordinate capaci di orientare i futuri terapeuti all’uso di linguaggi e codici che permettano di creare uno spazio di incontro autentico con l’Altro, attraverso un attento esercizio all’uso delle parole che curano, alla pratica dell’ospitalità e alla apertura consapevole verso universi multipli.

“Ricordati che sei l’ombra di un albero più grande di te”
(Proverbio Senegalese)
Coppia e famiglia, genitorialità e educazione non hanno parametri universali; non è semplice mettere in discussione le nostre prospettive, relativizzandone i presupposti sociali, economici, giuridici e morali. Nell’interrogarci su tali questioni è opportuno ricordare, come scrive Piero Coppo, che anche noi siamo ‘etnici’: partendo da questo presupposto possiamo incontrare, approfondire e accogliere altre pedagogie, altri modi di essere padri e madri e figli, per approfondire i sistemi di valutazione e soprattutto di cura, di presa in carico e di terapia.
[2 moduli]

Il mondo delle altre civiltà, come il gruppo di consultazione, sa di essere composto dagli esseri umani e dai loro cerchi di appartenenze, visibili e invisibili. L’équipe ha formazione eterogenea e una composizione di volta in volta differente, determinata dalle circostanze, nella consapevolezza che ogni presa in carico comprende, oltre ai consultanti, le famiglie allargate, l’ambiente del paese d’origine e di quello ospitante, gli antenati, gli spiriti, le entità dei luoghi e così via. Il corso offre le modalità di riconoscimento, di accoglienza e di conduzione di questi universi multipli.
[2 moduli]

Il guaritore “mediatizza l’invisibile, commercia con gli spiriti, negozia altri sbocchi alle scritture del destino: è ciò che pretende, ma è anche ciò che mette in opera”, scrive Nathan, e lo stesso Jung fonda la sua ricerca sul collegamento con le proprie origini e sul punto di vista dell’invisibile, tenendo i sogni come guida. Il guaritore tiene il paziente in cura 40 giorni, e inizia il trattamento attraverso una divinazione; ha una specializzazione e una formazione che durano più di venti anni.
Come si possono introdurre i nostri sistemi terapeutici con persone che hanno altri parametri di diagnosi, di concezione del disagio psichico, e di presa in carico? L’etnoclinica cerca di trovare dispositivi in grado di indagarli e accoglierli, evitando ogni svalutazione, per costruire ponti tra i mondi di origine e quelli ospitanti.
[2 moduli]

Il corso si propone di esplorare il concetto di trauma nelle sue molteplici manifestazioni, integrando l’etnoclinica con la psicologia analitica junghiana e con altre prospettive cliniche contemporanee. Si tratta di un concetto ampio difficilmente definibile e senza un trattamento terapeutico specifico: “è forse perché si tratta dell’unica malattia mentale definita da un evento di vita?”. Verrà dimostrato come possa essere compreso e trattato solo tenendo conto delle appartenenze del singolo: famiglia e antenati, presenze visibili e presenze invisibili. Il corso lo affronta nelle sue diverse manifestazioni, con un approccio teorico-esperienziale che integra lettura di testi, presentazione di casi clinici e discussione gruppale.
[3 moduli I-II anno; 3 moduli III-IV anno]

Attraverso la presentazione di casi clinici provenienti principalmente dal continente africano, vedremo come l’articolazione tra questi due concetti, derivanti da diversi quadri concettuali, possa condurre a interessanti approcci terapeutici.
[5 moduli]

Presentazione di casi clinici e discussione gruppale.
[3 moduli]

Supervisione di casi clinici e discussione gruppale.

Il ciclo di lezioni intende offrire un primo orientamento metodologico per leggere e organizzare il materiale clinico a partire dall’incontro con la persona. Attraverso l’indagine anamnestica, l’ascolto del racconto soggettivo e l’attenzione al materiale onirico, verranno individuati gli elementi utili a costruire un primo inquadramento di lavoro. Particolare attenzione sarà dedicata alla distinzione tra una lettura maggiormente centrata sulla storia personale, sulle relazioni primarie e sui conflitti originari, e una prospettiva simbolica e finalistica, orientata a cogliere nel sintomo, nel sogno e nella crisi una possibile direzione evolutiva della psiche. L’obiettivo non sarà formulare diagnosi definitive, ma imparare a sostare nel caso clinico come in un campo vivo, dove passato, presente e possibilità future si intrecciano.
[4 moduli I-II anno; 3 moduli III-IV anno]

Tre giornate di laboratorio teatrale, con giochi, esercizi e improvvisazioni. Fondamenti del lavoro gruppale: la fiducia in sé stessi per esistere nel gruppo; il protagonista, l’antagonista e la nozione di conflitti creativi; la socializzazione dei conflitti; la creazione di scene teatro forum. Alla fine della terza giornata, confronto, condivisione del lavoro prodotto in interno con un pubblico invitato. Dibattito teatrale interattivo su alcuni temi emersi durante il workshop.
[8 moduli]

Michele Oldani, Età evolutiva (I-II anno) | 6 moduli
Paola Cesati e Ilaria Datta (III anno) | 8 moduli
Rossella Ricci e Laura Becatti (III anno) | 8 moduli
Giulia Valerio (IV anno) | 8 moduli
Daniele Ribola (IV anno) | 8 moduli
Giulia Valerio, Etnoclinica (III-IV anno) | 3 moduli
Valeria Trapani (Corso psichiatri) | 2 moduli
Giuseppe Lombardi (Corso psichiatri) | 2 moduli
Daniele Ribola (Corso psichiatri) | 2 moduli

