I Moduli Didattici 2021-22

JUNG, LE PRIME OPERE
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Giulia Valerio

Il corso propone una panoramica dei primi scritti di Jung, in-trecciandola con gli avvenimenti occorsi nella sua vita, dagli studi psichiatrici fino all’innovativa proposta della cura del trauma a proposito dell’abreazione.

Particolare attenzione verrà riservata ai Simboli della Trasformazione e all’evento del Libro Rosso, che inaugurano e contengono i temi fondanti della psicologia del profondo, dalla teoria dei complessi alle presenze degli archetipi, dalla intuizione della tipologia fino al valore dei movimenti regressivi dell’energia. 

[I-II anno | 8 moduli]

LABORATORIO CLINICO SUI TIPI PSICOLOGICI
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Daniele Ribola

Si discuterà sull’utilizzo clinico del modello proposto da Jung nei Tipi psicologici, sull’importanza di saper cogliere consapevolmente l’atteggiamento tipologico dei due attori del dramma terapeutico e sui fraintendimenti e sulla cattiva comunicazione che si possono generare fra di essi senza questa consapevolezza. Ed anche sulle strategie terapeutiche fonda-te sulla struttura tipologica di ciascun individuo. 

[III-IV anno | 6 moduli]

UN NUOVO NOME PER LEI
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Paola Cesati, Ilaria Datta

L’Anima compare nei racconti, nelle poesie, nei romanzi, nei canti, volentieri si mette in posa e si fa fare il ritratto. La troviamo anche sul grande schermo. Nella vita dell’uomo che ama la luce del sole, l’Anima è simile alla luce della luna: delicata, sfuggente, inafferrabile, mutevole, potente, ma spesso anche indifesa e trascurata. Difficile coglierne l’essenza psichica, anche perché l’Anima non sembra essere interessata ad avere una rappresentazione chiara del mondo. Jung, che spese la sua vita nella ricerca di un confronto con l’Anima, parlandone diffusamente in quasi tutta la sua opera, così scrive: “Nell’inconscio dell’uomo c’è un’immagine ereditaria collettiva della donna, col cui aiuto egli comprende l’essenza della donna.” Sulle orme del lavoro di Jung, attraverso la lettura di testi dedicati all’Anima e l’analisi di alcuni sogni, si andrà ad esplorare il significato psicologico dell’archetipo del femminile.

[I-IV anno | 6 moduli ]

MASCHERA E PERSONA
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Paola Cesati

Attraverso la discussione di alcuni casi clinici e sogni, si parlerà del concetto junghiano di Persona come ruolo sociale, abito, funzione di nascondimento e adattamento al collettivo, e di quelle patologie che ne mostrano eccessi o deficit.

Si vedrà poi come, nell’accezione di maschera, l’archetipo della Perso-na includa la funzione di “strumento arcano” di connessione tra l’uomo e la natura, tra uomo e divino contenente l’antitesi tra finzione e autenticità. 

[I-II anno | 3 moduli]

PSICOLOGIA ANALITICA E FISICA QUANTISTICA
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Daniele Ribola

L’esperienza che Jung fece del suo inconscio lo portò, molto presto, a gettare le basi di un nuovo paradigma psicologico, che generò un fecondo incontro con Wolfgang Pauli e Erwin Schrödinger e in generale con la fisica quantistica che nasceva nello stesso periodo.

Nel 1929, in una lettera all’amico Oeri, Jung scriveva: “Caro Es, (Albert Oeri), […] nella misura in cui mi sembra di cogliere la natura dell’inconscio collettivo, esso mi appare come un continuum onnipresente, un’onnipresenza sprovvista di estensione. In qualche modo: se qui, nel punto A, si produce qualche fenomeno che tocca l’inconscio collettivo, o lo attiva provocando qualche danno, è ovunque che questo accade. […] tuo Rullo Compressore (Jung)”. 

[III-IV anno | 6 moduli]

JUNG, MYSTERIUM CONIUNCTIONIS
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Giulia Valerio

Il tema del conflitto tra gli opposti si presenta a C.G. Jung fin dalla sua infanzia, e segna il suo cammino individuativo. La polarizzazione tra elementi discordi, nella psiche come nella relazione terapeutica, nell’alchimia e nelle religioni trova il suo compimento nei volumi del Mysterium coniunctionis, dove si tracciano le fasi di una loro possibile unificazione, fino al compimento delle nozze sacre e all’intuizione dell’unus mun-dus.

Il corso vuole offrire alcu-ne linee guida per affrontare la lettura e la comprensione del testo, l’opus dell’ultima parte della vita di Jung. 

[III-IV anno | 6 moduli]

IL VALORE DEL SOGNO NELLA TERAPIA ANALITICA
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Daniele Ribola

Attraverso la lettura di tre saggi di Jung scritti nel 1916, 1928 e 1948, vedremo come il sogno possa diventare il filo rosso della terapia, orientare nella diagnosi e nella prognosi e perfino aiutare il terapeuta nella scelta del “momento giusto”. 

[I-II anno | 7 moduli]

THE VISIONS SEMINAR
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Rossella Ricci

Sogni, visioni e dipinti di Christiana Morgan sono l’oggetto di un semi-nario in lingua inglese che si svolse dall’autunno del 1930 alla primavera del 1934 al Club Psicologico di Zurigo. Jung espone i passaggi salienti del lavoro analitico nel momento in cui la dimensione simbolica e immaginale prende corpo mediante il gesto creativo. La lettura delle conferenze permetterà di approfondire alcuni fondamenti delle formulazioni junghiane, attraverso l’analisi e l’amplificazione del materiale clinico. Proseguirà inoltre la riflessione attorno allo sviluppo “della funzione trascendente che scaturisce dai sogni e dalle visioni, e delle effettive rappresentazioni di quelle immagini […] al servizio della sintesi dell’individuo” e del processo d’individuazione. 

[III-IV anno | 6 moduli]

IL PROCESSO INDIVIDUATIVO ILLUSTRATO DALLA DIVINA COMMEDIA
PSICOLOGIA ANALITICADocenti: Claudio Widmann

Il viaggio di Dante attraverso i tre regimi dell’ultramondo si presta ad essere letto simbolicamente come narrazione di un percorso individuativo. E forse è la descrizione più completa e organica di disponiamo. I tre regni ultramondani danno rappresentazione simbolica, rispettivamente, all’abisso dell’inconscio, al regno dell’Io e alla sfera del Sé. Nella cantica dell’Inferno è possibile ricostruire la variegata fenomenologia dell’inconscio e le dinamiche che caratterizzano gli stati psichici segnati da una prevalente inconsceità. Nella cantica del Purgatorio si assi-ste all’emancipazione dell’Io e alle difficoltà che esso incontra nell’affinare specifiche funzioni e un particolare tipo di coscienza. Sulla cima del monte Purgatorio l’Io celebra l’acme della sua maturazione, che non consiste in un’esaltata capacità non di autoaffermazione, ma di autotrascenden-za.

Nella cantica del Paradiso questa capacità di prescindere da se stesso e dalle inclinazioni che gli sono proprie, consente all’Io di accedere alla sfera del Sé. Sperimenta stati psichici ca-ratteristicamente transpersonali e – alla fine – ha una folgorante, non rappresentabile esperienza della totalità psichica. In queste due giornate seminariali l’itinerario simbolico di Dante viene ripercorso per intero allo scopo di ricostruire il disegno individuativo nella sua compiutezza. Viene proposto attraverso una narrazione introspettiva, che mira a sollecitare l’intui-zione di stati psichici che via via s’intrecciano e si avvicendano. 

[I-IV anno | 6 moduli]

LE CONFERENZE DI TAVISTOCK
LETTURE JUNGHIANE A CURA DEL CENTRO STUDIDocenti: Laura Becatti, Simone Castellari, Gianluca Minella

L’invito rivolto dalla Tavistock Clinic di Londra nel 1935 a Jung allora sessantenne diventa occasione, complice un’atmosfera cordiale e stimolante, per creare uno spazio di dialogo e discussione tra un gruppo di medici, psichiatri e psicoterapeuti di diverse scuole. Proprio con essi emerge “il temperamen-to empirico” di Jung che trae le sue idee, metodi e concetti dall’esercizio e dalla pratica con la psiche, convinto com’era che non fosse ancora giunto per la psicologia il tempo delle teorie generali. “Ogni caso nuovo è per me quasi una nuova teoria”. Il testo Fondamenti della psicologia analitica è la trascrizione di questi cinque incontri e si propone di dare un quadro sintetico su alcuni concetti della psicologia analitica affrontando la struttura e i contenuti della psiche (funzioni, ar-chetipi, simboli, complessi) e i metodi utilizzati per esplorarla: associazioni, analisi dei sogni, immaginazione attiva. 

[I-II anno | 6 moduli]

L’OCA E I SUOI SIMBOLI 
IL BESTIARIO DELL’ANIMADocenti: Giulia Valerio

L’oca fa parte degli animali disprezzati, perché preziosi in ogni loro parte. Nel mito e nel rito invece è cavalcatura di divinità dall’India alla Grecia antica, dotata di saperi misterici perché abile tuffatrice, compagna del volo sciamanico, sentinella nei pericoli notturni, garante della purezza del cuore e dell’innocenza dell’anima, a suo agio in tre elementi cosmici, segreta maestra di percorsi individuativi. 

[I-IV anno | 3 moduli]

CANI E GATTI
IL BESTIARIO DELL’ANIMADocenti: Ilaria Datta

Cane e gatto, nell’immaginario comune, rappresentano una coppia di opposti. Li vediamo ben ritratti in due poesie. Alda Merini scrive sul cane: “Anima che accarezzo a sera, e sei un cane stanco, ma un cane sempre fedele. Un cane che balbetta un nome: padrone, padrone mio. Non lasciarmi anima cane, non lasciarmi mai.” Pablo Neruda scrive, sul gatto: “Oh piccolo imperatore senz’orbe, conquistatore senza patria, minima tigre di salotto, nuziale sultano del cielo.” Attraverso i lati di luce e d’ombra, riflessi dal cane e dal gatto, nei sogni, nei miti e nelle fiabe, si approfondirà anche la dinamica di introversione e di estroversione legata al simbolismo archetipico di questi due animali domestici. 

[I-IV anno | 4 moduli]

IL CERVO E I SUOI SIMBOLI
IL BESTIARIO DELL’ANIMADocenti: Daniele Ribola

Non siamo noi a «spiegare» la simbologia del cervo, ma è il cervo a parlare, a suggerire chi è e cosa vuole. Si vedrà come, nelle leggende, nei miti, nei sogni, è sempre il cervo che si fa avanti e ci contatta, ci interpella, ci ferma, ci guida o fugge da noi, portando chi lo insegue in luoghi sconosciuti. Afflitto addirittura, suo malgrado, da una sorta di eccedenza simbolica, il cervo è l’animale delle origini, dell’inizio, del limite fra essere e non essere. 

[I-IV anno | 3 moduli]

SULLA REGRESSIONE
PSICOLOGIA GENERALEDocenti: Michele Oldani

Insieme alla progressione, la regressione va a costituire la coppia di opposti che indica il tipo di trasformazione della libido. Lo sguardo di Jung è rivolto principalmente verso l’orientamento dell’energia e rivela conseguentemente un atteggiamento diverso rispetto a quello di Freud per il quale la regressione è quasi sempre fenomeno negativo. Senza negare i pericoli che rappresenta nel momento in cui si ponga come stazionamento prolungato e improduttivo, Jung individua nella regressione una potenzialità positiva, quindi momento psichico da sostenere in terapia. 

[I-II anno | 6 moduli]

SULLE ETA’ DELLA VITA E SU COME SONO CAMBIATE
PSICOLOGIA GENERALEDocenti: Michele Oldani

In uno scritto del 1930 Jung affronta un tema che lui stesso de-finisce assai complesso e che consiste nel tentativo di descri-vere il quadro di un’intera vita psichica, dalla culla alla tomba. Individua quattro fasi essenziali del processo di trasformazio-ne psichica legato alle età, una prima che va dalla nascita alla pubertà, una che si spinge sino alla metà della vita, una terza che prende avvio dalla crisi dei quarant’anni e l’ultima che si colloca nell’area della vecchiaia. Ogni fase presenta comples-sità e finalità specifiche di cui ogni terapia deve tenere conto. Il corso, oltre ad offrire uno sguardo sullo scritto, intende interrogarsi su quanto i profondi cambiamenti sociali avvenuti nell’ultimo secolo abbiano modificato la percezione delle età della vita imponendoci una rideterminazione delle finalità psi-chiche delle stesse.

[I-IV ANNO | 6 moduli]

TIPOLOGIA E ASPETTI CREATIVI
ARTE E PSICHEDocenti: Ivan Paterlini, Rossella Ricci

Il corso si pone come finalità l’approfondimento di alcune delle ricerche più significative sui tipi psicologici, a partire dalla formulazione di C.G. Jung e delle considerazioni di M.-L. von Franz. La tipologia può mettere in evidenza come le differenze tra gli individui arricchiscano e/o complichino la relazione analitica. Possiamo osservare come la tipologia si presenti nei sogni o nelle dinamiche energetiche-complessuali. Per il lavoro analitico la tipologia è una sorta di mappa che aiuta a muoversi tra i diversi campi relazionali, primo tra tutti quello ARTE E PSICHE che viene a crearsi tra terapeuta e paziente, coinvolgendo gli aspetti consci ed inconsci di entrambi. Conoscere la propria equazione personale è un compito etico e creativo. Verranno approfonditi i diversi atteggiamenti e le dinamiche creative intrapersonali ed interpersonali, trattando alcune nozioni come “coscienza” ed “inconscio”; “soggetto” e “oggetto”, “introversione” ed “estroversione”, “empatia” ed “astrazione”. 

[I-IV anno | 4 moduli]

IL CLUSTER OSSESSIVO
PSICOPATOLOGIA E DIAGNOSTICA CLINICADocenti: Valeria Trapani

Storia, fenomenologia, teorie eziopatogenetiche, psicodinamica, clinica, categorie diagnostiche, terapia del vasto e complesso universo del quadro ossessivo, dalle sue “normali” espressioni, al tratto, alla nevrosi fino ai disturbi di personalità. 

[III-IV anno | 4 moduli]

ALCOOLOGIA E DIPENDENZE 
PSICOPATOLOGIA E DIAGNOSTICA CLINICADocenti: Giuseppe Lombardi

Si faranno considerazioni generali sulla psicologia dell’uso di alcol nella cultura occidentale prendendo in considerazione le radici mitiche di tale uso. Si esamineranno poi gli aspetti complessuali, in particolare la correl-zione fra emergenza pulsionale e uso di alcol. Infine si tratteranno i disturbi legati all’uso di alcol secondo la nosografia tradizionale che distingue tra alcolismo cronico semplice e psicosi alcolica. 

[I-IV anno | 6 moduli]

BAMBINI, FAMIGLIA E SCUOLA
Docenti: Michele Oldani

Famiglia e scuola sono strutture necessarie per la crescita psicologica del bambino e dell’adolescente. Il loro operato si interseca con gli elementi costitutivi della personalità dei ragazzi, tendendo a sovrapporsi ad essi o a integrarli creativamente. Il necessario rapporto tra il terapeuta e tali strutture arricchisce e condiziona contemporaneamente il suo lavoro creando a volte situazioni di disagio e interrogativi sulle modalità , sui tempi e sulle forme dell’interazione. I due moduli concentreranno la loro attenzione su queste dinamiche.

[I-IV anno | 1 moduli]

ADOLESCENTI, FAMIGLIA E SCUOLA
Docenti: Michele Oldani

Famiglia e scuola sono strutture necessarie per la crescita psicologica del bambino e dell’adolescente. Il loro operato si interseca con gli elementi costitutivi della personalità dei ragazzi, tendendo a sovrapporsi ad essi o a integrarli creativamente. Il necessario rapporto tra il terapeuta e tali strutture arricchisce e condiziona contemporaneamente il suo lavoro creando a volte situazioni di disagio e interrogativi sulle modalità , sui tempi e sulle forme dell’interazione. I due moduli concentreranno la loro attenzione su queste dinamiche.

[I-IV anno | 1 moduli]

TRAUMI PRECOCI ED EVENTI DISSOCIATIVI
PSICOLOGIA DELL’ETÀ EVOLUTIVADocenti: Magda Di Renzo

L’ampliamento del concetto di trauma consente di leggere le disarmonie e le mancate sintonizzazioni che si verificano fin dai primi giorni di vita nella diade madre-bambino e favorisce una lettura più completa dei disagi che si manifestano lungo l’arco dello sviluppo. L’attenzione agli stati dissociativi della psiche, interpretabili come difese-risorse e non solo come manifestazioni psicopatologiche, consente un approccio terapeutico più rispettoso dell’individualità del bambino. Per lavorare in dimensioni dissociative e post-traumatiche è ne-cessario che il terapeuta sappia gestire strumenti di comunicazione non-verbale per favorire le integrazioni possibili, per consentire la condivisione delle esperienze e per poter accedere, grazie a queste, a una dimensione simbolica. 

[I-IV anno | 3 moduli]

I SOGNI IN ETA’ EVOLUTIVA
PSICOLOGIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA Docenti: Magda Di Renzo

L’interpretazione dei sogni in età evolutiva richiede una particolare cautela. Il bambino, infatti, dice Jung, è sempre più prossimo all’inconscio collettivo e quindi alcuni elementi regressivi non vanno considerati come necessariamente problematici. Il bambino, inoltre, ha difficoltà a produrre associazioni sui propri sogni e spesso il disegno del sogno può aiutare a dar forma a contenuti altrimenti inesprimibili. Partendo dal Se-minario di Jung I Sogni dei bambini (Kindertäume) verranno presentate le linee interpretative e le possibilità di amplifica-zioni anche attraverso casi clinici.

[I-IV anno | 3 moduli]

LE PRODUZIONI INCONSCE NON ONIRICHE: IL DISEGNO E LE SUE NARRAZIONI
PSICOLOGIA DELL’ETÀ EVOLUTIVADocenti: Magda Di Renzo

L’attività grafica costituisce, per il bambino, uno dei principali canali di comunicazione esprimendo, allo stesso tempo, le abilità psicomotorie raggiunte, le capacità di concettualizzazione in atto e le dinamiche del suo mondo interno. L’atto del disegnare, all’interno del setting terapeutico, assume anche un profondo valore relazionale e la narrazione del prodotto raggiunto rappresenta, spesso, un’importante elaborazione simbolica delle esperienze vissute nel processo terapeutico. La lettura e la possibile interpretazione dei disegni richiede al terapeuta dell’età evolutiva una dimensione immaginale ca-pace di tenere in vita il processo creativo in atto e di restituire, in chiave simbolica, il significato degli elementi emersi. 

[I-IV anno | 3 moduli]

REGNO VEGETALE: “PRESENZA” ARCHETIPICA E FONDATIVA DELLA PSICHE
PSICOLOGIA ANALITICA E SCIENZEDocenti: Raffaella Pozzi

Guardare e ascoltare la natura, soprattutto nei suoi apparenti silenzi, ci consente di entrare nel nostro universo di simboli e di diventare consapevoli di quanto essa sia ancora presente in noi e di come possa manifestarsi in alcuni quadri psicopatologici. 

[I-IV anno | 3 moduli]

PSICOTERAPIA NEI SERVIZI PSICHIATRICI
TEORIE E MODELLI DELL’INTERVENTO TERAPEUTICODocenti: Casimiro Dudek

Il corso affronterà il tema della psicoterapia nei servizi psichiatrici unendo due approcci: teorico e pratico. Saranno presentate alcune linee guida, cliniche e relative al contesto dei servizi psichiatrici, indispensabili nel bagaglio di conoscenze di chi lavora come psicologo psicoterapeuta in questi servizi. Alcuni esempi possono essere la gestione delle emozioni intense e dei confini spesso labili tra il paziente e il terapeuta, e la capacità di lavorare in équipe con altre figure professionali. Una parte del corso si concentrerà invece sul progetto di Residenzialità Leggera per illustrare con esempi concreti il lavoro psicoterapeutico con persone affette da disturbi psichiatrici gravi. 

[I-II anno | 2 moduli]

INTRODUZIONE ALL’ETNOCLINICA
ETNOCLINICADocenti: Roberto Maisto

Affronteremo i principali riferimenti teorici che ispirano la nostra pratica etnoclinica partendo dai contributi della scuola francese di G. Deve-reux, T. Nathan e M.R. Moro, declinati poi nelle realtà italiane. Quale setting impostare, quale modalità di relazione avere nell’incontro con una alterità caratterizzata spesso da una cultura orale, quali malintesi cercare di evitare nell’approccio diagnostico e terapeutico sono gli elementi fondanti di un dispositivo di cura che deve essere adattato per essere efficace e fare emergere le narrazioni che l’Altro spesso tace quando si sente poco accolto.

[I-II anno | 2 moduli]

PEDAGOGIA AFRICANA
ETNOCLINICADocenti: Rita Bartolucci, Giulia Valerio

Da più di un secolo antropologi e missionari, etnologi e psicologi hanno sentito la necessità di approfondire le coordinate su cui si fonda il modo di pensare, concepire, crescere e educare l’essere nuovo che viene al mondo, tanto da considerarlo “il segreto della serenità”, (così si chiama il libro di M. Cisternino). Chi è colui o colei che ritorna? Come si può ricevere questa personalità antenato/terrestre? Come ancorare sulla terra il bambino, pari in dignità all’adulto, capace di proteggere la forza germinale della semina e di compiere riti propiziatori? Il corso vuole presentare alcuni concetti chiave di altri modi di essere genitori e di strutturare il rapporto con i propri figli, per poter evitare interventi affrettati, superficiali, quando non addirittura errori di diagnosi e dannose applicazioni di schemi valutativi improntati solamente alla cultura occidentale. 

[I-IV anno | 2 moduli]

L’ÈQUIPE DELLE CONSULTAZIONI
ETNOCLINICADocenti: Kossi Fiawoo, Roberto Maisto, Idrissa Le Sage Traoré, Giulia Valerio, L'équipe di MetisAfrica

Anche quest’anno proseguiamo con le riflessioni, i contributi e le interpretazioni che arricchiscono e incidono nella pratica etnoclinica soprattutto quando sono presenti nell’equipe curante, come coterapeuti, colleghi che vivono l’esperienza di essere tra due mondi, quello della loro cultura di provenienza e quello della vita quotidiana qui in Italia. Si aprono allora prospettive diverse, inconsuete, e nel lavoro clinico entrano in campo modi altri di vivere la vita, la malattia e di conseguenza la cura stessa. 

[I-IV anno | 2 moduli]

GLI OGGETTI ATTIVI: TRA PSICHE E MATERIA
ETNOCLINICADocenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

Capita spesso che i pazienti stranieri arrivino alla nostra osservazione alla fine o in contemporanea con un loro percorso di cura in cui si sono rivolti alle cosiddette cure “tradizionali”, o meglio definite come le cure che seguono le “parole delle generazioni”. Seguono i loro riti o altre prescrizioni, vengono portando con sé diversi oggetti di protezione che sono sta-ti definiti da Nathan “oggetti attivi”. In parallelo la psicologia analitica si è a lungo interrogata sulle relazioni profonde che la materia intesse con la psiche, vista come un altro ente altrettanto fisico, concreto. Cercheremo come ricercatori di vedere quali siano i possibili punti di contatto tra questi mondi, senza volere arrivare a pure e semplici traduzioni che risulterebbero delle banalizzazioni. 

[I-IV anno | 2 moduli]

CURARE I FIGLI DEI MIGRANTI
ETNOCLINICADocenti: Nathalie Zajde

Come procedere quando gli antenati rimasti al paese recla-mano i bambini nati durante la migrazione? Illustrerò il tema con l’aiuto di casi clinici presi in carico nella consultazione di etnopsichiatria del Centre Georges-Devereux. “Non si può rompere impunemente con gli antenati. Reclama-no i loro riti altrimenti – come martellano i saggi – produrranno infelicità e malore sui loro discendenti”, scrive T. Nathan: “La prassi etnoclinica si fonda sulla cura delle connessioni interrotte dal trauma migratorio e dall’esilio, nel rispetto profondo dei sistemi religiosi e medici di altre civiltà, e delle protezioni che derivano dalle relazioni tra visibile e invisibile, dalle norme sociali, dai riti e dagli oggetti di cura”. 

[I-IV anno | 2 moduli]

CURARE I TRAUMI PSICHICI DELLE VITTIME DELLE VIOLENZE POLITICHE LEGATE AL GENERE IN SITUAZIONI DI EMERGENZA
ETNOCLINICADocenti: Nathalie Zajde

Illustrerò il tema con l’aiuto di esempi di casi seguiti nella consultazione di etnopsichiatria che ho creato in Guinea Conakry. Dobbiamo al Centre Devereux la creazione e lo sviluppo del dispositivo delle con-sultazioni, che accoglie in gruppo eterogeneo per età, formazione e provenienza la persona ferita con le persone che lo accompagnano (fami-liari, amici e operatori), rispettando codici di comunicazione altri: i pericoli della relazione duale, il fatto che la sofferenza non è questione individuale, l’importanza della disposizione a cerchio, l’assenza di oggetti connotanti la cultura dominante, l’immersione nei modi della cultura orale, l’assenza di domande dirette e così via. Si tratta inoltre di un modello a geometria variabile, che si adatta alle circostanze in cui si situa. 

[I-IV anno | 1 moduli]

CASI CLINICI
ETNOCLINICADocenti: Roberto Maisto

Dopo la formazione specifica rivolta alle tematiche etnocliniche, questi moduli sono l’occasione di un laboratorio attivo su casi particolari da affrontare in maniera condivisa.

[III-IV anno | 2 moduli]

MOSTRI NEL MEDIOEVO E OGGI
ANTROPOLOGIA SIMBOLICA DELLE RELIGIONI E DEL MITODocenti: Daniele Ribola

Il Medioevo fu attraversato da una vera passione per tutte quelle ano-malie prodotte dalla natura ed essendo poco interessanto dalla verosimiglianza, ne inventò molte altre. I mostri erano di casa e la moda si prolungò nei secoli successivi, perdendo però di forza simbolica, divenendo nel tempo una forma, almeno presunta, di osservazione scientifica. Da alcuni decenni sembra che i mostri siano tornati alla ribalta… Ma cosa rappresenta il mostruoso? Di quali parti della nostra psiche è forma e rappresentazione? 

[I-IV anno | 3 moduli]

I CHING E MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
ANTROPOLOGIA SIMBOLICA DELLE RELIGIONI E DEL MITODocenti: Laura Becatti

Ogni modello culturale è basato su un certo numero di categorie o sistemi di riferimento in base ai quali si costruiscono modelli interpretativi della realtà e dei fenomeni. Esiste quindi una differenza profonda tra il pensiero occidentale predomi-nante, di tipo lineare e sequenziale, e quello della cultura tradizionale cinese, di tipo induttivo e per corrispondenze analogiche. Entrare in modalità di pensiero diverse dalla nostra ci aiuta a comprendere ciò che è razionalmente inspiegabile, perché seguono una “logica” diversa, che possiamo ritrovare nel nostro inconscio. 

[I-IV anno | 3 moduli]

COLLOQUIO CLINICO
LABORATORI ED ESPRESSIONI NON VERBALI DELLA PSICHEDocenti: Michele Oldani

 

 

 

 

[I biennio | 3 moduli]

IL TEATRO DELL’OPPRESSO
Docenti: Rui Frati

 

 

 

 

[I-IV anno | 8 moduli]

ESERCITAZIONE
Docenti: Michele Oldani, Elena Gabrieli

 

 

 

 

[I anno | 6 moduli]

ESERCITAZIONE
Docenti: Massimiliano Cau, Giulia Valerio

 

 

 

 

[II anno | 6 moduli]

ETÀ EVOLUTIVA

 

 

 

 

[I-IV anno | 6 moduli]

DISCUSSIONI DI CASI CLINICI

 

 

 

 

– G. Valerio (III anno) | 6 moduli;
– R. Maisto, L. Becatti (III anno) | 6 moduli;
– D. Ribola (IV anno) | 6 moduli + PSICHIATRI;
– R. Ricci, V. Trapani (IV anno) | 6 moduli + PSICHIATRI;
– G. Lombardi (III-IV anno e psichiatri) + PSICHIATRI

DISCUSSIONE CASI CLINICI

 

 

 

 

– D. Ribola (IV anno) | 2 moduli;
– R. Ricci, V. Trapani (IV anno) | 2 moduli;
– G. Lombardi (III e IV anno) | 2 moduli.

LABORATORI DI CASI CLINICI
ETNOCLINICADocenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

 

 

 

 

Dopo la formazione specifica rivolta alle tematiche etnoclini-che, questi moduli sono l’occasione di un laboratorio attivo su casi particolari da affrontare in maniera condivisa. 

[III-IV anno | 2 moduli]

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