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IL SIMBOLO E LA FUNZIONE TRASCENDENTE
Docenti: Daniele Ribola

Il termine funzione trascendente designa un fenomeno psichico tra i più importanti, se non centrale, nel pensiero di Jung. Esso indica un processo di simbolizzazione che avviene con l’ausilio sia della parte conscia sia di quella inconscia dell’individuo, e che è capace di trasferire energia psichica da un punto ad un altro punto, con guadagno di senso. Questo fenomeno permette di ipotizzare quella capacità autopoietica della psiche che starebbe alla base di ogni fenomeno individuativo.

[7 moduli]

LABORATORIO SULLA PROIEZIONE E SULLA PSICOLOGIA DEL TRANSFERT
Docenti: Giulia Valerio

In forma sia formativa che esperienziale verrà introdotto e discusso il tema della proiezione, intesa come fenomeno sincronistico che crea le relazioni, le costella, le complica e le trasforma. Nel processo analitico è molto importante conoscerne la dinamica, saperla distinguere grazie ai sogni propri e del paziente, seguirne l’andamento. Verrà fatto riferimento ai testi di C.G. Jung e M.-L. von Franz, La psicologia della traslazione e Rispecchiamenti dell’anima.

[6 moduli]

IL FATTORE TERAPEUTICO E I SOGNI DI ANALISI
Docenti: Rossella Ricci

Secondo la concezione di C.G. Jung dell’analisi come procedimento dialettico, si presterà attenzione ai sogni che fanno riferimento al processo terapeutico. Sognare la terapia, le sue diverse fasi o le sue modalità, sognare la stanza dell’analisi, gli oggetti, la figura del terapeuta o l’atmosfera della relazione tra paziente e analista sono alcune delle immagini che possono nascere nel campo analitico e raffigurare l’evoluzione di un procedere. Altrettanto indicativi per il lavoro terapeutico si rivelano i sogni dell’analista sul paziente e sulla specifica relazione terapeutica.  Attraverso un confronto di esperienze tra i partecipanti al seminario, ci si potrà interrogare su alcuni aspetti della prassi del lavoro analitico in un setting junghiano, come ad esempio, le reciproche relazioni di transfert, la qualità complessa di questi processi, i fattori che ostacolano o favoriscono la trasformazione e il mistero che promuove i processi di cura e guarigione.

[4 moduli]

FONDAMENTI DI PSICOLOGIA ANALITICA
Docenti: Daniele Ribola

Il corso si propone di gettare uno sguardo di insieme sulla vita e sull’opera di C.G. Jung, intimamente connesse, seguendo il filo rosso della sua esperienza umana e psichica e cogliendone i momenti salienti.

[8 moduli]

LO STUDIO DELL’AURORA CONSURGENS DI M.-L. VON FRANZ
Docenti: Giulia Valerio

Il terzo volume del Mysterium coniunctionis è dedicato alla pubblicazione dello studio che M.-L. von Franz riserva all’Aurora consurgens, testo alchemico che Tommaso d’Aquino riceve in rivelazione negli ultimi giorni della sua vita. Il capolavoro di von Franz rimanda in modo stringente alle visioni che Jung ebbe nel 1944 e amplifica, esemplificandolo, il tema delle nozze sacre. Purtroppo, non è ancora tradotto in italiano, ma viene riassunto nel volume Alchimia pubblicato da Boringhieri. Il corso vuole ascoltare questa testimonianza, accostandola e studiandone parti del testo, per concludere le riflessioni dedicate al tema della congiunzione tra opposti.

[7 moduli]

L’ETERNO VIAGGIATORE. RIFLESSIONI SULLA CONCLUSIONE DELL’ANALISI
Docenti: Ilaria Datta

Scrive Jung nel 1944: “I trattamenti psichici giungono ad una ‘fine’ in tutte le possibili fasi dello sviluppo, senza che si abbia contemporaneamente la sensazione di aver raggiunto un ‘fine’”. Una cosa è il trattamento psicoterapeutico, altra è il confronto dialettico tra coscienza e inconscio. Pur non negando il valore del raggiungimento di un buon funzionamento dell’Io, Jung lo considera solo come uno degli obiettivi possibili del processo di sviluppo globale dell’individuo. Saranno analizzati la funzione dell’analista nel processo individuativo e, con il contributo di altri autori, alcuni aspetti correlati alla conclusione della relazione analitica, quali la dipendenza, la separazione e la solitudine. Nel percorso ci faremo guidare dalla leggenda di Assuero, l’Ebreo Errante, l’eterno viaggiatore.

[4 moduli]

LE DIECI TAVOLE DELLA RICERCA DEL BUFALO
Docenti: Laura Becatti, Gianluca Minella

Per spiegare ad un suo allievo cosa fosse la Buddhità, Baizhang (VII sec.) disse: “È come se cercassi un bue mentre lo stai cavalcando”. Nella tradizione Zen c’è una famosa serie di dieci illustrazioni molto antiche note come “le icone del bufalo” che rappresentano le tappe di un itinerario spirituale. Non se ne conoscono le origini, ma si possono osservare camminando intorno ad alcuni templi in Cina, in Giappone o in Corea. Esse narrano la storia di un uomo semplice e sincero alla ricerca di un animale, un bue, un toro o un bufalo, attraverso un sentiero lungo, tortuoso e misterioso. Osserveremo queste immagini da una prospettiva junghiana: l’uomo come rappresentazione dell’Io e il bufalo come rappresentazione del Sé.

[3 moduli]

LE FIABE DEL LIETO FINE
Docenti: Paola Cesati

Nel libro Le fiabe del lieto fine sono riunite sette lezioni che Marie-Louise von Franz tenne all’Istituto Carl Gustav Jung. Il titolo originale della raccolta, Il significato psicologico dei motivi di redenzione nella fiaba, si riferisce alla redenzione come liberazione da maledizioni, trasformazioni e incantesimi. Il motivo, per esempio, della possessione da parte di forme animali, a sangue freddo o caldo, e le pratiche per liberarsene, ci permette di riconoscere l’effetto del complesso e i rapporti di forza tra l’energia psichica che il complesso richiede e le esigenze del resto della personalità. Il testo è prezioso poiché nasconde tra le righe le tracce di un fare terapeutico dove si possono capire meglio la funzione del simbolo e dell’amplificazione, del contenimento, della comprensione e della riflessione, o di quelle procedure terapeutiche attraverso cui si tenta di mettere mano al difficile equilibrio tra istinto, complesso e archetipo.

[4 moduli]

I MITI DI CREAZIONE
Docenti: Paola Cesati, Rossella Ricci

I motivi dei miti di creazione appaiono nella vita, nei sogni e perfino in alcuni sintomi, ogniqualvolta nell’inconscio si prepari un progresso fondamentale della coscienza sia che si tratti di un aumento di consapevolezza o di una ristrutturazione della propria visione di sé e del mondo. Sono anche narrazioni che offrono una chiave per entrare in contatto con le emozioni e i sentimenti che accompagnano ogni nuovo inizio e ogni nuova creazione. Nel seminario saranno dunque proposti miti e immagini che attengono al motivo della nascita della coscienza e ai suoi processi di differenziazione che, come ci ricorda Marie-Louise von Franz, raccontano con il loro linguaggio pieno di emozione l’origine e i misteri della creatività e della vita.

[4 moduli]

LA LUCE DELLA NOTTE
Docenti: Ilaria Datta

Scrive Emily Dickinson: “Quando la luce sparisce […] O è l’Oscurità che si modifica. O qualcosa nella vista si adatta alla Mezzanotte. E la Vita prosegue quasi dritta.” L’oscurità spaventa, affascina, è terrificante, è necessaria e va illuminata, sapendo che quando facciamo luce da qualche parte altre zone entrano in ombra. Il buio rappresenta l’inconscio, l’Ombra, il male, la non conoscenza, la depressione, l’impotenza della ragione, ma nell’arte il regno delle ombre è popolato da immagini; in natura, l’usignolo canta solo di notte e la violaciocca notturna, le ninfee e la bella di notte sbocciano solo col buio. Nella mitologia, nelle fiabe e in letteratura troviamo numerosi esempi di eroi, eroine, protagonisti o protagoniste che si interrogano o hanno a che fare con il buio; ne prenderemo in esame alcuni. Il corso comprenderà una visita di gruppo al percorso “Dialogo nel Buio” dell’Istituto dei Ciechi a Milano.

[4 moduli, più visita al percorso Dialogo nel Buio]

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