Archivio 2022|2023

DIFENDERSI DAI CAMBIAMENTI. CLINICA DEGLI IMPEDIMENTI ALLA TRASFORMAZIONE
Docenti: Michele Oldani

È sempre più frequente incontrare persone che chiedono aiuto perché provano un senso di vuoto psichico. Faticano a contattare emozioni e significato e si dichiarano incapaci di accedere alla ricchezza della sperimentazione sia nella vita che nel lavoro psicologico. Il corso si propone di rilevare le cause individuali e collettive del problema ipotizzando percorsi che, riattivando la capacità di sostenere tensioni psichiche, aprano la strada al lavoro trasformativo

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LA CENTRALITÀ DELL’IMMAGINE E DELL’IMMAGINAZIONE NELLA RELAZIONE COL BAMBINO
Docenti: Magda Di Renzo

 

 

 

 

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IL BAMBINO DOTATO
Docenti: Magda Di Renzo

 

 

 

 

[3 moduli]

IL RITIRO SOCIALE. IL MITO DI PARSIFAL
Docenti: Magda Di Renzo

 

 

 

 

[3 moduli]

REGNO MINERALE: “PRESENZA” ARCHETIPICA E FONDATIVA DELLA PSICHE
Docenti: Raffaella Pozzi

Concludiamo quest’anno l’esplorazione “a ritroso” dei reami del creato, alla ricerca della loro “presenza” nel nostro mondo psichico. Il regno minerale rappresenta l’organizzazione più antica dell’Energia e della Materia e in quanto tale permea e modella i diversi piani energetici che costituiscono l’Uomo.

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L’INTERVENTO DI COPPIA NELLA PROSPETTIVA DELLA PSICOANALISI DELLA RELAZIONE E DELLA TEORIA DELL’IO-SOGGETTO
Docenti: Laura Girelli

Lavorare con le coppie non è un semplice aggiustamento  del lavoro in individuale, ma richiede uno sguardo e una teoria che, oltre l’intrapsichico, metta a fuoco la relazione di incidenza reciproca tra il soggetto e il mondo, e tra i due soggetti del legame. Nella proposta della Psicoanalisi della Relazione, i due della coppia vengono supportati ad affrontare la crisi come espressione di sé e del proprio divenire, di cui rendersi responsabili per superare la sofferenza, al di fuori di una logica correttiva, normalizzante o di mediazione famigliare.

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PRINCIPI GENERALI DI ETNOCLINICA
Docenti: John Kossi Fiawoo, Roberto Maisto, Idrissa Le Sage Traoré

Devereux è considerato il padre della etnopsichiatria moderna, dopo il lungo periodo coloniale in cui questa disciplina è stata attraversata da grandi contraddizioni. Tobie Nathan è il primo e principale interprete di un pensiero e di una pratica clinica nuova che affonda le radici nelle intuizioni del suo maestro, ma arriva a sintesi originali e ad altri orizzonti nella cura. Marie Rose Moro a sua volta sviluppa, soprattutto nel campo della cura delle famiglie e degli adolescenti, uno sguardo innovativo nella etnoclinica. Proveremo a conoscere e seguire questi maestri attraverso i loro testi principali.

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IL TRAUMA INTENZIONALE IN CONTESTI MIGRATORI: RIFLESSIONI ETNOCLINICHE
Docenti: Maria Maugeri Saccà

Si affronterà il tema del trauma intenzionale in contesti migratori, in particolare nei luoghi deputati all’accoglienza di rifugiati. Si rifletterà insieme su come gli effetti del trauma possano contaminare le relazioni tra operatori dell’accoglienza e accolti e dell’importanza di riconoscere il substrato personale, politico e archetipico alla base di queste relazioni. Verrà condiviso il lavoro di presa in carico psicologica di un nucleo familiare all’interno di un setting creato ad hoc in un centro di seconda accoglienza, analizzandolo a diversi livelli, dalla prospettiva della psicologa e da quella del mediatore linguistico-culturale.

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LE CONNESSIONI TRA ETNOCLINICA E PSICOLOGIA DEL PROFONDO
Docenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

Nell’esperienza delle consultazioni svolte a Verona da Metis Africa nel tempo si è affermato un approccio che coniuga i metodi della scuola francese del Centro G. Devereux di Parigi (con T. Nathan e N. Zajde quali principali capisaldi) con il pensiero della psicologia analitica. Jung spazia fin nei suoi primi scritti con spunti, riflessioni e confronti in varie culture non solo europee e così anche M.-L. von Franz approfondisce i contributi che vengono ad esempio dalla cultura orientale e cinese in particolare. “Se non mettiamo in discussione i pregiudizi di fondo della nostra civiltà, non riusciremo mai a comunicare con altre civiltà”, scrive von Franz, e Jung nel 1939 parla di come risanare una donna affranta dal panico ricongiungendola alle radici religiose della sua origine; lo studio della proiezione inoltre deriva dalla relazione del soldato nigeriano Oji con l’albero che porta il suo nome e che può chiamarlo a sé. In questo incontro si affrontano le convergenze degli sguardi a partire dalla clinica trattata nelle consultazioni.

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ITINERARI TRA ETNOCLINICA, ALCHIMIA E PSICOLOGIA JUNGHIANA: LA TESTIMONIANZA DI JEAN SERVIER
Docenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

Testi fondamentali per poter comprendere le differenze tra le varie forme di coscienza, di civiltà e di cura sono quelli offerti dall’etnologo franco-algerino Jean Servier, che ha compiuto un singolare itinerario di ricerca e di studi: dalla traduzione del De Magiadi Cornelio Agrippa è passato a studiare e interagire con molte culture altre, di cui ci offre ampie prospettive. Infine è approdato a Eranos, dove ha potuto incontrare l’ultima tappa di un coerente cammino. I suoi interessi coincidono in modo soprendente con le tappe della nostra formazione, e la arricchiscono.

[2 moduli]

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