gruppi di ricerca: eventi

Sab 26/09/26 - dalle ore 10.00 alle 16.00
ABITARE LA SOGLIA. Dall’esperienza corporea alla nascita del simbolo.

«La liminalità è il tempo e lo spazio in cui non si è più ciò che si era e non si è ancora ciò che si diventerà.», Victor Turner

«Non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente l’oscurità.», Carl Gustav Jung

La soglia è uno spazio liminale. È quella fase intermedia che accompagna il passaggio da una condizione a un’altra, in cui il precedente ordine si dissolve per lasciare spazio a un disordine creativo, da cui potrà emergere un nuovo equilibrio. È il tempo della sospensione, dell’incertezza e della possibilità: un luogo in cui il passato non trattiene più e il futuro non è ancora definito.

Ogni trasformazione autentica attraversa una soglia. È qui che l’identità conosciuta si incrina, gli opposti possono incontrarsi e il simbolo inizia a parlare. La soglia non è soltanto un confine da oltrepassare, ma uno spazio da abitare: un territorio in cui coscienza e inconscio dialogano, il visibile si apre all’invisibile e il corpo diventa il primo luogo della trasformazione.

In una cultura orientata alla velocità e alla ricerca di soluzioni immediate, questo incontro propone un’altra possibilità: sostare. Dare tempo all’esperienza, ascoltare ciò che emerge prima che possa essere spiegato, riconoscere il linguaggio delle immagini, delle emozioni e del corpo.

  • Quando un confine diventa una soglia?
  • Che cosa accade quando non attraversiamo subito una soglia, ma scegliamo di abitarla?
  • Quali immagini emergono quando il corpo diventa spazio simbolico?
  • Quale sapere custodisce l’esperienza prima ancora che la coscienza riesca a nominarla?

L’incontro propone un percorso prevalentemente esperienziale che integra la fototerapia di Judy Weiser e lo psicodramma junghiano. Attraverso il lavoro con il corpo, l’immagine e il simbolo, i partecipanti saranno accompagnati in un’esperienza che si sviluppa dal corpo all’immagine, dall’immagine alla scena e dalla scena alla riflessione condivisa, affinché il vissuto possa essere progressivamente elaborato e mentalizzato. Il gruppo stesso potrà diventare una soglia: uno spazio intermedio in cui esperienza e pensiero, corpo e simbolo possano incontrarsi.

A cura di: Simona Pante

 

PRANZO CONVIVIALE

Come da tradizione, in mezzo ci sarà un pranzo conviviale nella modalità “ognuno porta qualcosa” da condividere — qualcosa che fa parte delle vostre tradizioni o vi garba portare.

Sab 18/04/26 - dalle ore 10.00 alle 16.00
INFERTILITA’ E PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA: aspetti psicologici tra realtà e simbolo.

“Nascere è inaugurare il nuovo”, H. Arendt

“Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore. Si deve sempre andare: nessun sentimento è definitivo”, R. M. Rilke

Ogni nascita è un archetipo di inizio. Non solo evento biologico, ma movimento psichico, passaggio, trasformazione. Ogni inizio porta con sé costellato l’altro aspetto oscuro: la fine. Ogni nascita preclusa è archetipo di fine. La generatività mette ogni individuo ed ogni coppia a contatto con questa profonda essenza, con una verità ontologica dell’individuo e del collettivo. Cosa succede quando è preclusa? Quando la società assiste ad un processo per cui vi sono sempre meno nascite e sempre più anziani? Come ci si rapporta con la Vita, la Morte, il limite?

Oggi il tema della generatività – biologica e simbolica – attraversa la clinica con forme sempre più complesse: infertilità, percorsi di PMA, lutti invisibili, genitorialità differita, corpi medicalizzati, silenzi collettivi.

Forse, oltre alla conoscenza di ciò che la coscienza sa di questo fenomeno nuovo collettivo e diffuso, il nostro inconscio possiede degli strumenti, delle risposte, delle vie altre che possano guidarci come individui, come terapeuti e come collettività verso una significazione più profonda di questo dolore.

Il binomio generatività/infertilità può essere riletto secondo una chiave archetipica? Quali movimenti controtransferali muovono concetti come l’infertilità e la PMA? Quali nella coscienza e quali nell’inconscio? Può essere l’assenza, non solo una mancanza ma una fase alchemica?

Molteplici domande che spingono verso l’esplorazione e la ricerca, vogliono aprire varchi, gettare semi e mettere in moto una nuova cultura della generatività a partire da un contesto in cui la cura che proponiamo è già un atto generativo.

L’incontro si propone l’obiettivo condividere informazioni specifiche rispetto al tema infertilita-PMA e tentare, grazie alla forza, al sapere e alla disponibilità del gruppo, di mettere a sistema questi aspetti con i concetti fondativi della psicologia analitica. Qualunque condivisione di esperienze, sogni, fiabe o materiale sarà estremamente preziosa.

A cura di: Alessandra Bertolotti

 

L’incontro si terrà in presenza, sabato 18 Aprile  2026, presso Scuola Lista, via Illirico 18, Milano

Come da tradizione, in mezzo, ci sarà un pranzo conviviale nella modalità “ognuno porta qualcosa” da condividere – qualcosa che è la vostra specialità o fa

parte delle vostre tradizioni o che vi garba semplicemente portare e condividere.

Chi fosse interessato a partecipare scriva per conferma a: centrostudiscuolalista@gmail.com

Sab 21/02/26 - dalle ore 10.00 alle 16.00
PSICHE E NATURA

Accettare l’idea, portata da Jung in Ricordi, sogni, riflessioni, che il sogno si manifesti “così come una pianta cresce”, presuppone adottare un cambiamento di prospettiva, da parte nostra, nel vedere l’inconscio, non come un entità che desidera comunicare con noi, darci buoni consigli o metterci in guardia. Piuttosto, se “i sogni sono natura”, seguono un movimento di interazione e reciproca influenza, con il tutto che li circonda, come fa un animale che cambia le sue abitudini per adattarsi al clima, ai pericoli e alle sue esigenze vitali; e, con il suo movimento, influenza l’ambiente stesso. Ma trovarsi di fronte ad un animale, così nel sogno, come nella realtà, è un incontro con un alterità, di cui poco conosciamo e molto proiettiamo.

Per rapportarci davvero alla natura, che sia essa, animale, pianta o sogno, dobbiamo ribaltare la nostra prospettiva antropocentrica, smontare i preconcetti e aprirci all’incontro con l’altro diverso da noi. Così come fa un ricercatore, che cerca di comprendere come le piante comunicano tra loro, o come funzioni il sistema percettivo di un calamaro, così uno psicoterapeuta di fronte a un sogno.

Questo incontro ha due obiettivi. Il primo è condividere con voi il nostro percorso di ricerca, fino a qui svolto. Il secondo, essere un’occasione di confronto e scambio, per chiunque sia interessato a percorrere queste, o simili strade; consapevoli che solo lo scambio di saperi possa aiutarci in un compito così complesso quale il confronto con l’alterità.

A cura di:  Simone Castellari, Federica Noziglia, Daniele Ribola

L’incontro si terrà in presenza il 21 febbraio 2026 presso la scuola Li.S.T.A in via Illirico 18 a Milano dalle ore 10.00 alle ore 16.00 circa.

Come da tradizione, in mezzo, ci sarà un pranzo conviviale nella modalità “ognuno porta qualcosa” da condividere – qualcosa che è la vostra specialità o fa parte delle vostre tradizioni o che vi garba semplicemente portare e condividere.

Per conferma o informazioni scrivere a:  centrostudiscuolalista@gmail.com

Sab 27/09/25 - dalle ore 14.30 alle 16.30
PAESAGGI DEL TRAUMA

“C’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce”. 
Leonard Cohen

 

Del trauma si parla molto ma relativamente agli altri, ai pazienti, ma poco o niente in riferimento ai terapeuti. C’è tuttavia un momento in cui la ferita del terapeuta diviene centrale nella formazione poiché è attraverso l’incontro con essa che egli potrà rinnovare passato e futuro, personale e collettivo, individuale e professionale, facendo esperienza soggettiva di quel cambiamento che cercherà poi con i pazienti. È un processo iniziatico.

In una fase storica in cui il rinnovamento appare una necessità collettiva, riportare la discussione sul trauma integrandola con i processi iniziatici ci è parso di fondamentale importanza.
Nella giornata si intende quindi dare visibilità ad alcuni approcci teorici sul trauma indicando anche degli strumenti che possano aiutare il terapeuta ad affrontare questo tipo di problema nella relazione con il paziente.

Saranno poi approfondite le similitudini tra i riti di iniziazione e i processi traumatici, ricercando la loro presenza o decadenza nei percorsi delle moderne formazioni.
L’obiettivo è aprire un confronto sul significato del traumatismo oggi diffuso, riportare la discussione sull’identità dello psicoterapeuta e sulle modalità di trasmissione della ricerca analitica.

L’incontro è uno stimolo per aprire un confronto tra tutti i partecipanti su questo tema, con modalità circolare, condividendo qualsiasi esperienza e/o materiale che possa nutrire la discussione. Sono benvenuti i dubbi, i sogni e qualsiasi situazione clinica con i suoi spaccati, così come ogni riflessione teorica e/o personale che si desidererà portare all’attenzione dei colleghi.

A cura di: Giovanna Cucuzza, Alessandra Frassi, Patrizia Scuderi, Mauro Verteramo

Per qualsiasi informazione è possibile scrivere a: centrostudiscuolalista@gmail.com