Archivio 2024|2025

Questo testo fondamentale, scritto tra il 1911 e il 1912, rivisto e ripubblicato più volte fino al 1959, segna la svolta decisiva che compie la concezione psicologica di C.G. Jung, e raccoglie “tutti i contenuti psichici che non potevano trovar posto nelle strettoie opprimenti della psicologia freudiana e della sua visione del mondo”, partendo dalle prospettive dell’inconscio collettivo e dalla considerazione del principio finalistico, e non dal “casualismo riduttivo” delle teorie che lo hanno preceduto.
Le osservazioni terapeutiche, le interpretazioni e le amplificazioni compiute da Jung sui diari di Miss Miller (dalla cui lettura prende avvio il nostro corso) si rivelano un prezioso e imprescindibile strumento clinico per il trattamento delle psicosi e delle nevrosi.
[8 moduli]

La teoria esposta da Jung nei Tipi Psicologici nasce dalla passione empirica di Jung e dei suoi collaboratori, dall’esperienza viva che è appannaggio non degli accademici, ma di chi “per professione è costretto a occuparsi del trattamento delle complicazioni della psiche”.
Nel rompere ogni lettura psicologica unilaterale, protocollare o preimpostata, essa costringe il clinico a considerare la singolarità di ogni individuo e la specificità di ogni funzione, tutte pari per valore e significato. Il corso vuole studiarne l’applicazione clinica nel rapporto terapeutico tra medico e paziente, nell’impostazione del trattamento e nella valutazione diagnostica.
[6 moduli]

Si vuole proporre il saggio di M.-L. von Franz, poiché tra le biografie scritte su Jung è un contributo particolarmente prezioso. L’autrice racconta la proficua collaborazione reciproca con il suo maestro, il valore che ne trasse nel dar rilevanza alla realtà della psiche, dimensione che più caratterizza l’approccio teorico-clinico e il lascito dell’opera junghiana nella cultura.
Inoltre, von Franz ci presenta il ritratto in chiaroscuro di un uomo che ha abbracciato con passione e impegno etico il compito di una continua ricerca e apporta esempi in questa direzione. Il più rilevante, è come la scoperta del mito personale di Jung si connetta all’individuazione e alla vita simbolica, a quel bisogno di senso espresso nell’incipit delle sue memorie e nell’invito a farci riflettere quanto la vita di Jung fu “la storia di un ‘autorealizzazione dell’inconscio”.
[4 moduli]

È di notevole interesse conoscere il lavoro e l’evoluzione di Sabine Spielrein come terapeuta per contributi da lei apportati allo sviluppo di nozioni fondanti la psicoanalisi, la psicologia analitica e la psicologia dell’età evolutiva.
Con il proposito di approfondire la biografia e le opere – i suoi saggi, il diario, la corrispondenza con C.G. Jung e S. Freud – si vuole inoltre avviare una riflessione sul fenomeno della traslazione nella relazione terapeutica.
[2 moduli]

In questo corso partiremo da Il segreto del fiore d’oro. Si tratta di un antico testo cinese della tradizione esoterica taoista che colpì particolarmente Jung perché confermava le sue intuizioni sul Sé e l’individuazione come processo circolare e non lineare.
L’incontro con questo testo avvenne per Jung “casualmente” (in seguito lo considererà come un fenomeno di sincronicità), ma Jung non mancherà di precisare i rischi e i limiti del modello taoista per una mente occidentale. Si tratta di una questione delicata e complessa insieme, potenzialmente molto fertile.
[4 moduli]

Jung dice che un aspetto possibile della “fantasia” è “l’attività immaginativa, […] un’esperienza comune a tutti e provocata da un atteggiamento intuitivo di attesa”. Cosa succede quando non abbiamo una risposta davanti al silenzio del paziente, non abbiamo un setting come l’avremmo desiderato, un protocollo da seguire? E come possiamo eventualmente smuovere il terreno a chi non riesce più a immaginare e non dispone di una funzione creativa e trasformativa? Possiamo cadere nell’horror vacui, oppure pensare a quello spazio/tempo come un foglio bianco carico di potenzialità.
[4 moduli]

Il corso si propone di gettare uno sguardo di insieme sulla vita e sull’opera di C.G. Jung, intimamente connesse, seguendo il filo rosso della sua esperienza umana e psichica e cogliendone i momenti salienti anche dal punto di vista teorico.
[9 moduli]

“Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori. A essi va fatto risalire tutto il resto“.
Il corso si propone di presentare il Liber Novus, detto il Libro Rosso rimasto inedito per lungo tempo: dal 1913 al 1930 Jung ci lavorò conducendo un viaggio di esplorazione del mondo interiore, che fu la prima materia di tutta la sua successiva opera, un viaggio di incontro con le immagini interiori.
Il Libro Rosso è anche la testimonianza viva del metodo, poi denominato Immaginazione Attiva.
[3 moduli]

La proiezione è uno dei fenomeni centrali della psiche umana.
È anche un fenomeno paradossale e contradditorio, fonte di errori e orrori è anche alla radice dei più profondi processi conoscitivi e relazionali.
Saranno prese in considerazione le diverse ipotesi, da quella freudiana, a quella kleiniana per cogliere i punti di convergenza e quelli divergenti dalla prospettiva junghiana.
[6 moduli]

Si tratterà dapprima del narcisismo come risultato di un mancato riconoscimento nell’infanzia. In seguito si vedrà come il narcisismo possa essere un aspetto oscuro della costellazione del Sé, che si attiva da un lato per proteggere la propria integrità, dall’altro come resistenza alla trasformazione.
[2 moduli]
