Archivio 2025|2026

La meta del percorso di individuazione non è la perfezione ma il raggiungimento della totalità, che comporta il saper reggere all’interno della propria psiche la tensione tra gli opposti che ci abitano.
Tenerli all’interno del proprio vaso alchemico, senza scaricarli sul nemico, sull’amico, sul Tu è parte di un processo di pace che oggi si rivela quanto mai importante, in Occidente. Il corso si propone di attraversarne le tappe, delineando le maggiori coppie di opposti che tendono a combattersi da un lato, ma dall’altro ad abbracciarsi nel mistero della congiunzione.
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La lunga malattia che segna la vita di Jung nel 1944 inaugura un nuovo periodo di ricerca, di lavoro e di scrittura. Le sue opere divengono più condensate, coraggiose e innovative. Verranno presentati questi testi, che riassumono l’opus di una vita, contestualizzandole all’interno degli avvenimenti biografici e storici di quegli anni, dal 1944 al 1961.
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Il corso propone un viaggio attraverso il mondo dell’albero, un simbolo ricco di significati che attraversa ogni cultura ed epoca. In questo corso esploreremo l’etologia, la mitologia e la simbologia dell’albero, con un focus particolare sulla sua interpretazione nella psicologia analitica di Jung.
L’albero è presente in diverse tradizioni mitologiche, rappresentando la vita, la crescita e la connessione tra il cielo e la terra. Analizzeremo miti e leggende che evidenziano il suo ruolo centrale nelle culture di tutto il mondo, e come questo simbolo possa riflettere il nostro inconscio e la nostra coscienza insieme, le nostre radici e il nostro sviluppo personale.
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Il corso propone un’introduzione approfondita agli esperimenti di associazione verbale e alla teoria dei complessi di Carl Gustav Jung. Vedremo insieme come questo dispositivo sia stato utile per rivelare i contenuti, il funzionamento dell’inconscio e permettere una prima teorizzazione della struttura della psiche.
È trascorso più di un secolo dai primi esperimenti di Jung e dalle sue riflessioni teoriche, ma la comprensione di questi fenomeni rimane ancora fondamentale nella pratica clinica attuale.
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Il glossario che troviamo alla fine dei Tipi psicologici contiene alcune preziose definizioni che chiariscono il suo complesso pensiero. Come Jung afferma: “Una lunga esperienza mi ha insegnato che proprio nei lavori di psicologia non si è mai abbastanza cauti nell’uso di termini e di concetti, giacché in nessun campo i concetti subiscono maggiori variazioni che in quello della psicologia; le quali variazioni spesso danno adito ai più irriducibili malintesi.” Esploreremo insieme alcune voci cercando di chiarirle e di cogliere il filo rosso che le collega.
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Le immagini del Rosarium Philosophorum descrivono in modo ingenuo e profondo cosa accade quando due contenuti opposti si congiungono. La complessità e la ricchezza delle immagini e del processo a cui sottendono ci ha sollecitato a una riflessione parallela a quella che Jung fa nella Psicologia del transfert.
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“Stella Daria” è una fiaba della tradizione orale calabrese, una delle storie tramandate dalla nonna. M.-L. von Franz, dopo aver lavorato per molti anni all’analisi di numerose fiabe, giunge alla conclusione che tutte le fiabe mirano a descrivere un solo evento psichico di grande complessità, di tale vasta portata e così difficilmente riconoscibile in tutti i suoi diversi aspetti, “che occorrono centinaia di fiabe e migliaia di versioni, paragonabili alle variazioni di un tema musicale, perché questo evento sconosciuto penetri nella coscienza, e neppure il tema sarebbe esaurito”. Questo fattore sconosciuto è ciò che Jung definisce il Sé, la totalità psichica, e ogni individuo e ogni popolo vive a suo modo questa realtà psichica. Nella scia degli studi e delle fondamentali riflessioni psicologiche di M.-L. von Franz si inserisce l’analisi di questa fiaba, ricca di spunti culturali e di rimandi simbolici riferibili alle diverse fasi, alle difficoltà e le potenzialità realizzative di tale complessa e generativa esperienza della psiche individuale e collettiva.
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“Vedi, la tua preghiera è giunta sino a me, Lucio, io ti sono apparsa, io la Madre della creazione, Cellula Germinale della successione delle generazioni, somma Divinità, Regina degli spiriti, Signora del cielo e Quintessenza degli dèi e delle dee, al cui cenno obbediscono il più alto dei cieli radiosi, l’azione benefica del mare e il compianto silenzio infero; un’entità dalle molte forme, onorata con varie usanze e con diversi nomi da tutto l’orbe terrestre”. Così, nell’Asino d’Oro di Apuleio si presenta Iside, una delle immagini della Grande Madre, di cui si tratterà durante il corso.
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Il legame tra sorelle è raramente trattato in psicoanalisi sebbene sia molto presente nei miti, nelle fiabe, nel cinema e nella letteratura. Le dinamiche tra sorelle vanno dal bisogno di alleanza solidale, riconoscimento e somiglianza, alla necessità di integrare ciò che è diverso, oscuro o rimosso. Esplorare le diverse forme ci permette di leggere in chiave simbolica sia le relazioni tra donne sia quelle tra le diverse polarità femminili, i processi di scissione e l’evoluzione verso una pluralità psichica più matura.
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Nella clinica, nelle relazioni e nei sogni la comparsa dell’Ombra e i diversi tipi di rapporto con essa offrono una visuale sulla maggiore o minore possibilità di reggere il conflitto, la dialettica interna e il confronto etico con l’inconscio. Sporcarsi le mani con l’Ombra e le sue forme può rivelarsi una vera e propria operazione di raccolta differenziata ecologica e funzionale a un rinnovo energetico.
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