I Moduli Didattici 2021-22

INTRODUZIONE ALL’ETNOCLINICA
ETNOCLINICADocenti: Roberto Maisto

Affronteremo i principali riferimenti teorici che ispirano la nostra pratica etnoclinica partendo dai contributi della scuola francese di G. Deve-reux, T. Nathan e M.R. Moro, declinati poi nelle realtà italiane. Quale setting impostare, quale modalità di relazione avere nell’incontro con una alterità caratterizzata spesso da una cultura orale, quali malintesi cercare di evitare nell’approccio diagnostico e terapeutico sono gli elementi fondanti di un dispositivo di cura che deve essere adattato per essere efficace e fare emergere le narrazioni che l’Altro spesso tace quando si sente poco accolto.

[I-II anno | 2 moduli]

PEDAGOGIA AFRICANA
ETNOCLINICADocenti: Rita Bartolucci, Giulia Valerio

Da più di un secolo antropologi e missionari, etnologi e psicologi hanno sentito la necessità di approfondire le coordinate su cui si fonda il modo di pensare, concepire, crescere e educare l’essere nuovo che viene al mondo, tanto da considerarlo “il segreto della serenità”, (così si chiama il libro di M. Cisternino). Chi è colui o colei che ritorna? Come si può ricevere questa personalità antenato/terrestre? Come ancorare sulla terra il bambino, pari in dignità all’adulto, capace di proteggere la forza germinale della semina e di compiere riti propiziatori? Il corso vuole presentare alcuni concetti chiave di altri modi di essere genitori e di strutturare il rapporto con i propri figli, per poter evitare interventi affrettati, superficiali, quando non addirittura errori di diagnosi e dannose applicazioni di schemi valutativi improntati solamente alla cultura occidentale. 

[I-IV anno | 2 moduli]

L’ÈQUIPE DELLE CONSULTAZIONI
ETNOCLINICADocenti: Kossi Fiawoo, Roberto Maisto, Idrissa Le Sage Traoré, Giulia Valerio, L'équipe di MetisAfrica

Anche quest’anno proseguiamo con le riflessioni, i contributi e le interpretazioni che arricchiscono e incidono nella pratica etnoclinica soprattutto quando sono presenti nell’equipe curante, come coterapeuti, colleghi che vivono l’esperienza di essere tra due mondi, quello della loro cultura di provenienza e quello della vita quotidiana qui in Italia. Si aprono allora prospettive diverse, inconsuete, e nel lavoro clinico entrano in campo modi altri di vivere la vita, la malattia e di conseguenza la cura stessa. 

[I-IV anno | 2 moduli]

GLI OGGETTI ATTIVI: TRA PSICHE E MATERIA
ETNOCLINICADocenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

Capita spesso che i pazienti stranieri arrivino alla nostra osservazione alla fine o in contemporanea con un loro percorso di cura in cui si sono rivolti alle cosiddette cure “tradizionali”, o meglio definite come le cure che seguono le “parole delle generazioni”. Seguono i loro riti o altre prescrizioni, vengono portando con sé diversi oggetti di protezione che sono sta-ti definiti da Nathan “oggetti attivi”. In parallelo la psicologia analitica si è a lungo interrogata sulle relazioni profonde che la materia intesse con la psiche, vista come un altro ente altrettanto fisico, concreto. Cercheremo come ricercatori di vedere quali siano i possibili punti di contatto tra questi mondi, senza volere arrivare a pure e semplici traduzioni che risulterebbero delle banalizzazioni. 

[I-IV anno | 2 moduli]

CURARE I FIGLI DEI MIGRANTI
ETNOCLINICADocenti: Nathalie Zajde

Come procedere quando gli antenati rimasti al paese recla-mano i bambini nati durante la migrazione? Illustrerò il tema con l’aiuto di casi clinici presi in carico nella consultazione di etnopsichiatria del Centre Georges-Devereux. “Non si può rompere impunemente con gli antenati. Reclama-no i loro riti altrimenti – come martellano i saggi – produrranno infelicità e malore sui loro discendenti”, scrive T. Nathan: “La prassi etnoclinica si fonda sulla cura delle connessioni interrotte dal trauma migratorio e dall’esilio, nel rispetto profondo dei sistemi religiosi e medici di altre civiltà, e delle protezioni che derivano dalle relazioni tra visibile e invisibile, dalle norme sociali, dai riti e dagli oggetti di cura”. 

[I-IV anno | 2 moduli]

CURARE I TRAUMI PSICHICI DELLE VITTIME DELLE VIOLENZE POLITICHE LEGATE AL GENERE IN SITUAZIONI DI EMERGENZA
ETNOCLINICADocenti: Nathalie Zajde

Illustrerò il tema con l’aiuto di esempi di casi seguiti nella consultazione di etnopsichiatria che ho creato in Guinea Conakry. Dobbiamo al Centre Devereux la creazione e lo sviluppo del dispositivo delle con-sultazioni, che accoglie in gruppo eterogeneo per età, formazione e provenienza la persona ferita con le persone che lo accompagnano (fami-liari, amici e operatori), rispettando codici di comunicazione altri: i pericoli della relazione duale, il fatto che la sofferenza non è questione individuale, l’importanza della disposizione a cerchio, l’assenza di oggetti connotanti la cultura dominante, l’immersione nei modi della cultura orale, l’assenza di domande dirette e così via. Si tratta inoltre di un modello a geometria variabile, che si adatta alle circostanze in cui si situa. 

[I-IV anno | 1 moduli]

LABORATORI DI CASI CLINICI
ETNOCLINICADocenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

 

 

 

 

Dopo la formazione specifica rivolta alle tematiche etnoclini-che, questi moduli sono l’occasione di un laboratorio attivo su casi particolari da affrontare in maniera condivisa. 

[III-IV anno | 2 moduli]

28 Luglio 2021 © Scuola LI.S.T.A. Circolo di via Podgora | Via Illirico 18 20133 MILANO +39 02 39834097 | +39 345 8564612 | P.I. 03688930969