I Moduli Didattici 2019-20

LIBIDO, LE DINAMICHE DELLA REGRESSIONE (I-II)
Psicologia AnaliticaDocenti: Daniele Ribola

Il corso si propone di approfondire il codice archetipico dei processi regressivi, di coglierne i movimenti e le figure ricorrenti, di verificarne il potenziale evolutivo e la pericolosità.

Siamo nel cuore dell’idea junghiana di libido, di incesto, di morte e rinascita e di sacrificio.

Letture mitologiche e antropologiche si fondono con aspetti clinici rendendo necessario un approccio transdisciplinare. 

[6 moduli]

MATERIALE CLINICO NEL PRIMO JUNG (I-IV)
Psicopatologia e diagnostica clinicaDocenti: Valeria Trapani

I primi volumi di Jung contengono molti riferimenti clinici: Jung ci parla di pazienti, ci riferisce anamnesi, racconta decorsi clinici e descrive sintomi.

Ma, in linea con le sue istanze di “interessarsi meno alla diagnosi e più all’anima”, di allontanarsi dall’approccio clinico a favore di quello individuativo, ci racconta anche sogni, dei pazienti e propri, ci riporta fatti, aneddoti, sue scelte terapeutiche, scendendo nel dettaglio della concretezza e della praticità della metis terapeutica.

Da questo materiale si cercheranno le connessioni – qui più pratiche che teoriche – con la teoria e la prassi della terapia junghiana.

[6 moduli]

DISTURBI DI PERSONALITÀ. EPIDEMIOLOGIA, PSICOLOGIA E PSICOPATOLOGIA (I-IV)
Psicopatologia e diagnostica clinicaDocenti: Giuseppe Lombardi

Nel primo incontro si valuteranno le ragioni psicosociali dell’incremento di questa realtà psichica nell’ultimo cinquantennio. Nel secondo e nel terzo incontro si valuteranno gli aspetti che si situano tra la psicologia e la psicopatologia del disturbo di personalità.

[6 moduli]

BORDERLINE: REALTÀ CLINICA E ABUSO SEMANTICO (III-IV)
Psicopatologia e diagnostica clinicaDocenti: Raffaella Pozzi

Il termine “borderline” è entrato nella codificazione nosologica e di conseguenza nella diagnostica cli¬nica a significare un  disturbo di personalità con caratteristiche varie e spesso contraddittorie, tanto da averne causato, nel tempo, un utilizzo talvolta improprio.

La sovrabbondanza di aspetti caratteriali patologici, ma spesso al limite appunto con la “normalità”, l’intelligenza spesso vivace, lo humor irrefrenabile, il mondo emotivo spaventoso e al tempo stesso affascinante, i comportamenti bizzarri o incomprensibili, fanno di questa realtà uno dei campi di indagine e di cura più impegnativi nel campo della psichiatria e della psicoterapia.

[3 moduli]

INTRODUZIONE ALLA SIMBOLOGIA DEI TAROCCHI (I-IV)
Antropologia simbolica delle religioni e mitoDocenti: Claudio Widmann

I tarocchi sono un mazzo di 78 carte diviso in due serie: 56 arcani minori e 22 arcani maggiori. Gli arcani minori sono le comuni carte da gioco, divise in quattro semi (per esempio: coppe, denari, bastoni, spade); gli arcani maggiori o “trionfi” sono figure manifestamente simboliche, come si intuisce già dalla loro denominazione: Matto, Bagatto (o Mago), Papessa (o Giunone), Imperatrice, Imperatore (o Giove), Papa, Innamorati (o Amore), Carro, Giustizia, Eremita, Ruota della Fortuna, Forza, Appeso (o Impiccato), Morte, Temperanza, Diavolo, Torre (o Casa di Dio), Stelle, Luna, Sole, Giudizio (o Angelo), Mondo. L’iconografia dei tarocchi nasce in seno all’enciclopedismo medioevale e affonda le radici nella mitologia classica. Reinterpretazioni successive ad opera di pittori e illustratori amplificano l’aspetto simbolico di queste immagini in ogni loro dettaglio. Nel XVIII secolo l’esoterismo francese sviluppa il loro significato in direzione spiritualistica e, da strumento di gioco, i tarocchi diventano strumento di divinazione.

Dal punto di vista analitico sembra possibile che le 22 lame dei tarocchi illustrino simbolicamente il processo di individuazione. Ne è indizio il fatto che l’arcano numero uno rappresenta il Bagatto (l’uomo misero, ma anche mago e artifex) e che l’arcano numero ventuno (il Mondo) è un mandala con tutte le caratteristiche della totalità ordinata e armonica. Disponendo gli arcani in cerchio (“rotat” è un abusato anagramma di “tarot”) l’arcano numero zero (il Matto) viene a trovarsi all’inizio del percorso, quale immagine di squilibrio e follia e contemporaneamente alla fine del percorso, quale immagine della “divina follia” che caratterizza l’anthropos pienamente realizzato.

È suggestiva l’ipotesi che gli arcani che si situano fra i due estremi rappresentino un iter ordinato e che configurino le tappe progressive del processo di individuazione, con la possibilità che illustrino anche una via femminile o “umida” e una via maschile o “secca” all’individuazione. Tuttavia, il fatto che i tarocchi siano carte da gioco, nate per essere mescolate e riordinate in continuazione, suggerisce che ogni percorso individuativo è variabile, mobile e soggettivo.

[3 moduli]

LABORATORIO SU CASI CLINICI
Docenti: Valeria Trapani, Giulia Valerio

Alcuni casi clinici, trattati e presentati dai docenti, saranno elaborati dagli allievi in piccolo gruppo.

[4 moduli]

14 Novembre 2019 © Scuola LI.S.T.A. Circolo di via Podgora | Via Illirico 18 20133 MILANO +39 02 39834097 | +39 345 8564612 | P.I. 03688930969