Archivio 2024|2025

Continua la riflessione sul padre traendo ispirazione dal racconto medievale gallese Culhwch e Olwen interpretato nel saggio Aceltic quest dall’antropologo e analista John Layard.
L’eroe nella sua cerca dell’anima incontra diverse forme di padre e durante la lettura la ricerca sull’archetipo del padre, sul “nome del padre”, recupera corpo e posto in rapporto alla complessità delle forze profonde nascoste nella natura umana.
[4 moduli]

Nei Seminari sull’analisi dei sogni (1928-30) Jung paragona il sogno a: “quel curioso animale australiano, l’Ornitorinco Platypus […] la più mostruosa commistione di elementi che si possa immaginare, una cosa che non dovrebbe esistere ma che esiste.”
Poi aggiunge: “Se la natura ha fatto quel diavolo di un ornitorinco, voleva realmente produrre proprio lui”.
Così vale anche per il sogno: una realtà da prendere così com’è, non ha un intento morale, né dice mai ciò che dovrebbe o non dovrebbe essere, e tocca a noi trarre le nostre conclusioni.
[6 moduli]

Le poesie di Emily Dickinson mettono in scena la “natura che non sappiamo esprimere: così impotente la nostra saggezza contro la sua semplicità”. In terapia cerchiamo di avvicinare l’inesprimibile e, in questo senso, Emily Dickinson, in quanto rivelatrice del naturale, ci accompagnerà nella scoperta di quella forma del pensare, che Jung affianca per analogia al sogno e alla fantasia.
3 moduli

L’invidia è soltanto un’emozione scomoda, sgradevole e distruttiva? Davvero il suo contenuto è solo un rimosso negativo e proiettato?
La conoscenza della sua arcaica origine e dei suoi elementi costitutivi ne rivela però anche la natura fertile, portatrice di inconsce dinamiche profonde e permette potenzialmente di usare la sua energia in modo costruttivo.
[4 moduli]

Si valuteranno le ragioni psicosociali dell’incremento di questa realtà psichica nell’ultimo cinquantennio e gli aspetti psicopatologici dal punto di vista della psicologia archetipica.
[2 moduli]

L’ansia è la più fisiologica e trasversale tra le emozioni umane, nonché un importante primum movens nell’ambito psicoterapico. Il continuum che la riguarda, dalla paura all’arousal fisico ed emotivo, dal sintomo-ansia all’angoscia, è particolarmente ricco di contenuti, di chiavi interpretative, di ipotesi psicodinamiche e riferimenti clinici che possono aiutare a comprenderne le profonde radici.
[4 moduli]

Nell’ambito dei servizi e dell’organizzazione della riabilitazione psichiatrica odierna, il modello biopsicosociale della patologia mentale privilegia di fatto gli interventi medico-farmacologici e, per quanto riguarda la psicoterapia, quella rivolta allo stimolo cognitivo e comportamentale, mettendo in secondo piano le psicoterapie introspettive orientate dinamicamente, caratteristiche della psicologia del profondo.
I moduli proposti vogliono, al contrario, mettere in evidenza l’utilità e l’efficacia dell’approccio junghiano alla malattia mentale, illustrandone la metodologia applicata in alcune comunità terapeutiche psichiatriche, in particolare orientate al trattamento dei disturbi di personalità, i disturbi dell’alimentazione e le psicosi schizofreniche.
Verrà anche evidenziato l’utilità dell’approccio psicoanalitico nel lavoro delle equipe terapeutiche delle comunità psichiatriche.
[2 moduli]

I PARTE. Durante il corso si tratteranno in primis alcuni studiosi scelti che, nella tradizione psicoanalitica, hanno portato contributi fondamentali dando forma alla possibilità di approfondire il bambino e la formazione della sua personalità sulla base dell’ambiente primario in cui egli è inserito.
[6 moduli]

Anna Freud: l’osservazione del bambino e l’elaborazione di una psicologia psicoanalitica.
Melanie Klein: la relazione d’oggetto e l’universo della psicosi.
Le controversie tra le due scuole e i principali esponenti della scuola viennese e di quella inglese.
Donald Winnicott: esponente del gruppo degli indipendenti. La centralità della relazione madre-bambino. L’area transizionale e il gioco come dimensioni culturali. Importanza dell’holding e dell’handling per il processo di insediamento della psiche nel soma.
[3 moduli]

Il respiro olotropico è un dispositivo neofondato messo a punto dallo psichiatra Stanislav Grof nella California degli anni ’60 per aprire corpo e mente a uno stato di coscienza ampliato, esperienza che porta nel nome stesso (ólos trépein, tendere verso l’intero) l’aspirazione all’interezza, addestrandoci a farci umili e intrepidi, scolari della vastità e di quanto ci trascende.
L’incontro prevede la presentazione delle radici culturali, antropologiche e teoriche del “paradigma olotropico” e della mappa allargata della coscienza, una breve introduzione al funzionamento del dispositivo, e il racconto di alcune situazioni cliniche in cui il percorso analitico e la pratica della respirazione si sono interconnesse in un processo trasformativo verso la scoperta di sé.
[2 moduli]
