Archivio 2025|2026

SECONDA PARTE
Cosa significa favorire il processo individuativo nell’infanzia? Come la psicoterapia può favorirne i processi che portano a compimento un primo moto individuativo, quello cioè che attraversa la necessaria separazione dall’identità psichica del bambino dalle figure primarie?
Come favorire lo sviluppo di un livello di coscienza che sia sufficiente a fare in modo che il bambino possa integrare le potenti immagini archetipiche senza esserne invaso e bloccato nel processo evolutivo?
[6 moduli]

Michael Fordham: Il Sé primario e il processo di de-integrazione nello sviluppo del bambino.
La tecnica nell’analisi infantile.
Il Sé e l’autismo: il processo auto-immune e gli oggetti non-Sé.
Erik Neumann: gli aspetti transpersonali nell’evoluzione del bambino.
Gli stadi dell’Io nello sviluppo infantile e i possibili disturbi del rapporto originario
L’automorfismo e la relazione con l’ambiente
[3 moduli]

Presenteremo i concetti essenziali che caratterizzano l’opera di Wilfred R. Bion, sia per quanto riguarda la sua attenzione all’individuo e al pensiero, sia per la sua attenzione al gruppo, e li porremo in discussione in rapporto ai nuovi orientamenti che la psicoanalisi via via esprime, con particolare riferimento alla tematica della relazione.
La presentazione ripassa i punti focali dell’opera dell’autore: il significato e la funzione del pensiero; la questione dell’ascolto nella psicoanalisi; il concetto di vertice; il concetto di identificazione proiettiva; la rêverie; una maniera rovesciata di pensare il sogno; l’equivalenza tra sogno e inconscio; il gruppo; il parallelo tra il gruppo e la mente; il funzionamento psicotico. L’intento è offrire agli studenti alcune suggestioni su questo autore e sulle sue prospettive, e l’occasione per riflettere durante la lezione, sui concetti e i modelli che verranno sentiti critici in sé e nel confronto con autori e teorie più frequentati.
[3 moduli]

Il corso affronterà il tema della psicoterapia nei servizi psichiatrici unendo due approcci: teorico e pratico. Saranno presentate alcune linee guida, cliniche e relative al contesto dei servizi psichiatrici, indispensabili nel bagaglio di conoscenze di chi lavora come psicologo psicoterapeuta in questi servizi. Alcuni esempi possono essere la gestione delle emozioni intense e dei confini spesso labili tra il paziente e il terapeuta, e la capacità di lavorare in équipe con altre figure professionali. Una parte del corso si concentrerà invece sul progetto di Programmi Domiciliari Integrati (ex-Residenzialità Leggera) per illustrare con esempi concreti il lavoro psicoterapeutico con persone affette da disturbi psichiatrici gravi.
[3 moduli]

“Io sono una stella che con voi va errando e che risplende sin dalle profondità.”
Citando questo canto mitraico, Jung sosteneva che è l’archetipo che si costella alla nascita a determinare il destino, più che la realtà oggettiva dei genitori e della famiglia. Per questo era solito partire dal tema natale del paziente e affermava che da questo otteneva indicazioni altrimenti impensabili. Anche per Paracelso il cielo e la terra si congiungono dentro di noi, ci determinano e ci trascendono.
Conoscere quindi la “costellazione individuativa” propria o dei propri pazienti, inscritta nel tema natale, è una via privilegiata di avvicinamento al nucleo profondo di ciascuno. Jung, Bernhard e molti loro seguaci hanno percorso questa via con costanza e fiducia. I segni zodiacali, i pianeti che li governano e le case verranno presentati per coppie di opposti, attraverso immagini, parole-simbolo ed esempi.
[6 moduli]

Il corso rivisita le coordinate delle consultazioni etnocliniche alla luce delle competenze derivate dalla psicologia junghiana. L’intreccio tra questi saperi ha dato forma e sostanza alla possibilità di applicare le basi metodologiche e cliniche proposte dal gruppo francese del Centre Devereux di Parigi alla nostra realtà.
[2 moduli]

Il corso vuole trattare le violenze intrafamiliari e la complessità della loro gestione in situazioni di migrazione, affrontandone le cause profonde, quali la cattiva sorte, gli antenati, la stregoneria, la maledizione, i morti in erranza.
[4 moduli]

L’etnopsichiatria si può definire l’arte dell’ospitalità in un contesto psico-medico-sociale. Da qualche anno, con l’aumento dei migranti che arrivano dall’Asia, i professionisti sono confrontati con nuovi malintesi nell’ambito del loro lavoro di aiuto, accompagnamento e cura. Per risolvere questo problema, è fondamentale conoscere le diverse culture da cui provengono questi nuovi utenti. Dobbiamo capire le loro modalità educative, le loro religioni, le loro organizzazioni famigliari, la loro concezione dei bambini, degli adulti e degli antenati. Infine, dobbiamo interessarci alla loro visione delle difficoltà e della malattia e alle loro risorse terapeutiche, sulle quali poter basare il nostro intervento professionale. Questa riflessione verrà illustrata con esempi di casi seguiti al Centro Georges Devereux, provenienti dalla Cina, dal Vietnam e dai paesi del subcontinente indiano.
[4 moduli]

Jean Rouch, ingegnere nella colonia francese del Niger, viene introdotto dal suo giovane aiutante Djamoure Zika nel ‘meraviglioso africano’ e nei culti delle divinità del fiume Niger, laureandosi in Etnologia con Marcel Griaule con una tesi su La religione e la magia Songhay.
I suoi documentari, che inaugurano il cinema-verité, sono una preziosa testimonianza autentica delle pratiche di cura e dei rituali che si svolgono nell’Africa subsahariana.
[2 moduli]

Il dispositivo etnoclinico, nella sua struttura e funzione terapeutica per persone immigrate in Occidente, visto dall’esperienza e dallo sguardo di chi proviene da altre tecniche di cura e da altre prospettive sul disagio mentale: paralleli, divergenze, proposte.
[2 moduli]
