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ANALOGIA E INTERPRETAZIONE (I-IV)
EpistemologiaDocenti: Giuliano Corti

«Quando noi vogliamo assimilare l’ignoto, questo avviene secondo l’analogia.» (C.G. Jung, Allgemeine Aspekte der Psychologie, 1913). L’analogia indica un rapporto di “somiglianza” tra oggetti, immagini o concetti. Questa complementarità rispetto alla logica interroga la natura e i modi del pensiero contemporaneo.

In che misura la razionalità trova sé stessa includendo intuizione e somiglianza? Secondo C.G. Jung il pensiero intuitivo, attraverso simboli e metafore, è in grado di accedere a quegli archetipi ai quali il pensiero logico-scientifico non può arrivare. Da un punto di vista filosofico, l’analogia è il principale strumento di mediazione fra la conoscenza e la coscienza, è il principio che media fra logica e dialettica: tra la “linea” e il “circolo”.

Questi due principî ordinatori, tramite l’analogia, propongono un’idea di filosofia e una prassi filosofica che non è né metafisica né semplicemente critica, bensì: “poetica dell’immaginazione creativa”.

[4 moduli]

LA PRESA IN CARICO DEGLI OSPITI STRANIERI PROSPETTIVE ETNOCLINICHE E TRANSCULTURALI (I-IV)
EtnoclinicaDocenti: Giulia Valerio, Roberto Maisto

La cura psicoterapeutica e psichiatrica di persone e nuclei familiari provenienti da altre civiltà richiede competenze nuove e differenti da quelle unicamente basate sulle coordinate occidentali.

L’urgente necessità di creare dispositivi ‘meticci’ apre possibilità di confronti tra tecniche di cura, tra saper fare terapeutici e tra differenti modi di concepire la psiche e il disturbo mentale.

Il corso vuole presentare elementi fondamentali della prassi clinica delle consultazioni.

[2 moduli]

NARRAZIONI DI ALTRE CIVILTÀ: PERCORSI INDIVIDUATIVI A CONFRONTO (I-IV)
EtnoclinicaDocenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

I racconti tradizionali che provengono da altri continenti presentano percorsi iniziatici che si basano su coordinate differenti dai motivi tipici delle nostre fiabe e dei nostri miti. Il corso vuole proporre confronti e riflessioni su universali e archetipi da un lato e sulle variabili dei codici sociali, familiari, relazionali, etici e di costruzione dell’essere umano.

[2 moduli]

LA CURA AI CONFINI TRA PIÙ CULTURE: QUALI SINERGIE TRA ETNOPSICOTERAPIA E ALTRE PROFESSIONI? (I-IV)
EtnoclinicaDocenti: Davide Galesi

Una riflessione su differenze e punti di contatto tra metodologie che, sebbene diverse, sono chiamate a realizzare interventi condivisi con persone non occidentali.

LABORATORIO DI CASI ETNOCLINICI (III-IV)
EtnoclinicaDocenti: John Kossi Fiawoo, Davide Galesi, Roberto Maisto, Idrissa Le Sage Traoré, Giulia Valerio

Verranno presentati casi di prese in carico di famiglie migranti che coinvolgono più operatori e reti di servizi, che sono state condotte dai conduttori e dalla loro équipe.

[3 moduli]

INTRODUZIONE ALLA SIMBOLOGIA DEI TAROCCHI (I-IV)
Antropologia simbolica delle religioni e mitoDocenti: Claudio Widmann

I tarocchi sono un mazzo di 78 carte diviso in due serie: 56 arcani minori e 22 arcani maggiori. Gli arcani minori sono le comuni carte da gioco, divise in quattro semi (per esempio: coppe, denari, bastoni, spade); gli arcani maggiori o “trionfi” sono figure manifestamente simboliche, come si intuisce già dalla loro denominazione: Matto, Bagatto (o Mago), Papessa (o Giunone), Imperatrice, Imperatore (o Giove), Papa, Innamorati (o Amore), Carro, Giustizia, Eremita, Ruota della Fortuna, Forza, Appeso (o Impiccato), Morte, Temperanza, Diavolo, Torre (o Casa di Dio), Stelle, Luna, Sole, Giudizio (o Angelo), Mondo. L’iconografia dei tarocchi nasce in seno all’enciclopedismo medioevale e affonda le radici nella mitologia classica. Reinterpretazioni successive ad opera di pittori e illustratori amplificano l’aspetto simbolico di queste immagini in ogni loro dettaglio. Nel XVIII secolo l’esoterismo francese sviluppa il loro significato in direzione spiritualistica e, da strumento di gioco, i tarocchi diventano strumento di divinazione.

Dal punto di vista analitico sembra possibile che le 22 lame dei tarocchi illustrino simbolicamente il processo di individuazione. Ne è indizio il fatto che l’arcano numero uno rappresenta il Bagatto (l’uomo misero, ma anche mago e artifex) e che l’arcano numero ventuno (il Mondo) è un mandala con tutte le caratteristiche della totalità ordinata e armonica. Disponendo gli arcani in cerchio (“rotat” è un abusato anagramma di “tarot”) l’arcano numero zero (il Matto) viene a trovarsi all’inizio del percorso, quale immagine di squilibrio e follia e contemporaneamente alla fine del percorso, quale immagine della “divina follia” che caratterizza l’anthropos pienamente realizzato.

È suggestiva l’ipotesi che gli arcani che si situano fra i due estremi rappresentino un iter ordinato e che configurino le tappe progressive del processo di individuazione, con la possibilità che illustrino anche una via femminile o “umida” e una via maschile o “secca” all’individuazione. Tuttavia, il fatto che i tarocchi siano carte da gioco, nate per essere mescolate e riordinate in continuazione, suggerisce che ogni percorso individuativo è variabile, mobile e soggettivo.

[3 moduli]

LABORATORIO SU CASI CLINICI
Docenti: Valeria Trapani, Giulia Valerio

Alcuni casi clinici, trattati e presentati dai docenti, saranno elaborati dagli allievi in piccolo gruppo.

[4 moduli]

IL SAPERE DEL SOGNO
Docenti: Daniele Ribola

Saranno analizzati e interpretati alcuni sogni prendendo in considerazione elementi sottili e questioni di dettaglio che possono condurre a conclusioni diverse e inaspettate.

Ad esempio, cosa significa lettura del sogno a livello del soggetto o dell’oggetto? Cosa significa interpretare simbolicamente un sogno? Quale dimensioni del tempo ci propongono i sogni?

Che relazione esiste fra visione causalistica e finalistica del sogno? È vero che gli animali nei sogni rappresentano aspetti della nostra istintualità? Che relazione intercorre fra il nostro inconscio e il mondo non soggettivo? Queste ed altre questioni saranno discusse in modo interattivo.

[4 moduli].

GLI STADI DELLA VITA
Docenti: Giulia Valerio

Prosegue il percorso di lettura delle opere di Jung, dal 1926 fino al 1934. Sono gli anni tra le due guerre, in cui le riflessioni sull’energetica e sulla relazione con l’inconscio si approfondiscono nei lavori di gruppo condotti il martedì a Zurigo (Analisi dei sogni, Visioni, Kundalini Yoga, Zarathustra).

Nasce una visione ampia dell’esistenza e delle età della vita, considerate dal punto di vista del sogno e della dimensione psichica.

Lo sviluppo della personalità è un’opera d’arte, che partecipa della tensione alla totalità e del progetto individuativo.

[6 moduli]

FREUD, JUNG E LA RICERCA DI SENSO
Docenti: Michele Oldani

 Il corso si propone una ricognizione dei passaggi teorici su cui si appoggia la costruzione delle due psicologie nel loro intento trasformativo, sottolineandone similitudini, aspetti complementari e profonde differenze.

[ 6 moduli]

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