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LA SACRALITÀ DELLA COSCIENZA
Docenti: Robert Mercurio

L’attenzione che prestiamo all’inconscio e ai suoi processi può a volte portarci a trascurare l’importanza della coscienza. Jung considerava la coscienza uno specchio indispensabile in grado di rimandare all’inconscio stesso e al creato in generale il frutto dei nostri tentativi di riconoscere e dare forma al senso. Il rapporto di reciproco rispecchiamento o ‘mirroring’ tra coscienza e inconscio e tra la nostra umanità e la divinità è di fondamentale importanza nel processo individuativo proposto da Jung.

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IL LINGUAGGIO DELLA DEA
Docenti: Laura Becatti

La “Grande Madre” è la divinità primordiale. Nell’arte del Paleolitico la figura femminile è rappresentata da statuette chiamate “Veneri”. Il suo corpo è la sua magia, recipiente di tutta la vita umana. Attraverso l’archeologia, la mitologia, i segni e i simboli, faremo un cammino verso l’origine della cultura europea nella quale era centrale il femminile nella visione del sacro. “La stupefacente ripetizione di associazioni simboliche nel tempo e in tutta Europa su ceramiche, statuette e altri oggetti di culto mi ha convinta che si tratta molto più che motivi geometrici: devono appartenere a un alfabeto del metafisico.” (Marija Gimbutas)

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LA CLINICA JUNGHIANA NEL CONTESTO DELLA PSICOLOGIA DEL PROFONDO
Docenti: Claudio Widmann

La psicologia junghiana si colloca all’interno della psicologia del profondo in maniera originale, ma non incongruente; le sue diversità e le sue affinità non si esauriscono sul piano teorico, ma investono la pratica clinica. Lo specifico junghiano impronta la gestione del primo contatto, si continua nella raccolta dell’anamnesi, ispira la formulazione (o la ricusazione) della diagnosi, determina l’impostazione del setting e la formulazione del contratto terapeutico. Concetti comuni alla psicologia del profondo quali – ad esempio – elaborazione delle difese, rinforzo dell’Io, esplorazione all’inconscio, nella clinica junghiana assumono coloritura specifica nel lavoro sulla Persona, sull’Ombra e con i sogni. La singolarità di paradigma non sottrae la clinica junghiana allo stile della psicologia del profondo, ma aggiunge specificità alla cura psicoanalitica.

[4 moduli]

LA PRATICA ANALITICA
Docenti: Docenti vari

La apparente assenza di metodo nella psicologia analitica può disorientare chi inizia a lavorare in questo ambito. Questo corso permetterà di coniugare le differenze individuali di alcuni terapeuti con l’unità del paradigma junghiano.

[6 moduli]

“RICORDI, SOGNI E RIFLESSIONI”
Docenti: Laura Becatti, Simone Castellari, Gianluca Minella

“… il concetto di ordine non è identico a quello di senso”, scriveva Jung nel 1959 a un collega. Il testo Ricordi, sogni e riflessioni è un’autobiografia che trascende l’ordine storico, ma segue linee di senso che attraversano tutta la biografia di C.G. Jung. Non rincorre la precisione degli avvenimenti, ma “solo la sostanza spirituale della sua esistenza di vita”, l’unica della quale, a lui pareva, valesse la pena parlarne. Se leggiamo il libro attraverso questa lente, troveremo un ordine e soprattutto un senso, che lui dice essere“un’autorealizzazione dell’inconscio”.

[6 moduli]

DALLA CREATIVITÀ INDIVIDUALE ALLA TRASFORMAZIONE COLLETTIVA
Docenti: Michele Oldani

Jung considera l’inconscio non solo come custode del passato ma anche come custode del futuro in quanto creativo produttore di simboli. Il simbolo, contenendo un’apertura alle possibilità, si fa portatore di progetto; e le progettualità individuali, non sempre e probabilmente solo in condizioni particolari, si intersecano con altre progettualità, determinando trasformazioni culturali. Gli uomini trasformano la cultura e dalla cultura vengono trasformati. Il corso si occuperà di alcune nuove costruzioni simboliche e della loro attualizzazione nella storia studiandone i riflessi dal punto di vista psichico; si avvarrà inoltre del contributo di esperti del mondo culturale.

[6 moduli]

IL CLUSTER DEPRESSIVO
Docenti: Valeria Trapani

L’esperienza depressiva si connota come un evento trasversale, costitutivo della psiche umana. Che si differenzia per intensità e territorio espressivo: dalla tristezza come emozione/vissuto, al lutto, fino alle diverse espressioni cliniche. Il concetto di continuum è pertanto applicabile anche al contesto depressivo, approcciabile pertanto da più ottiche: psicologica, psicodinamica, clinica, terapeutica.

[4 moduli]

LABORATORIO SUL DROP-OUT
Docenti: Valeria Trapani

L’interruzione non concordata di un percorso terapeutico da parte del paziente è un evento che gli psicoterapeuti incontrano nella loro storia professionale, che si accompagna spesso ad intensi movimenti controtransferali, a domande del terapeuta – consce e non – sul significato dell’evento, sul setting, sull’errore, sulla qualità della relazione terapeutica intercorsa. Con modalità interattiva si cercherà di analizzare diverse situazioni di drop out clinico particolarmente in quest’ottica.

[4 moduli]

LA CLINICA JUNGHIANA NELLE COMUNITÀ
Docenti: Paolo Cozzaglio

Nell’ambito dei servizi e dell’organizzazione della riabilitazione psichiatrica odierna, il modello biopsicosociale della patologia mentale privilegia di fatto gli interventi medico-farmacologici e, per quanto riguarda la psicoterapia, quella rivolta allo stimolo cognitivo e comportamentale, mettendo in secondo piano le psicoterapie introspettive orientate dinamicamente, caratteristiche della psicologia del profondo. I moduli proposti vogliono, al contrario, mettere in evidenza l’utilità e l’efficacia dell’approccio junghiano alla malattia mentale, illustrandone la metodologia applicata in alcune comunità terapeutiche psichiatriche, in particolare orientate al trattamento dei disturbi di personalità, i disturbi dell’alimentazione e le psicosi schizofreniche. Verrà anche evidenziato l’utilità dell’approccio psicoanalitico nel lavoro delle equipe terapeutiche delle comunità psichiatriche.

[3 moduli]

MITO E DEPRESSIONE
Docenti: Giuseppe Lombardi

Tre incontri sulla depressione prendendo come riferimenti il mito greco di Demetra e Persefone e il mito giudaico/cristiano nel racconto di Thomas Mann Giuseppe e i suoi fratelli.

[4 moduli]

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