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IL TRAUMA INTENZIONALE IN CONTESTI MIGRATORI: RIFLESSIONI ETNOCLINICHE
Docenti: Maria Maugeri Saccà

Si affronterà il tema del trauma intenzionale in contesti migratori, in particolare nei luoghi deputati all’accoglienza di rifugiati. Si rifletterà insieme su come gli effetti del trauma possano contaminare le relazioni tra operatori dell’accoglienza e accolti e dell’importanza di riconoscere il substrato personale, politico e archetipico alla base di queste relazioni. Verrà condiviso il lavoro di presa in carico psicologica di un nucleo familiare all’interno di un setting creato ad hoc in un centro di seconda accoglienza, analizzandolo a diversi livelli, dalla prospettiva della psicologa e da quella del mediatore linguistico-culturale.

[2 moduli]

LE CONNESSIONI TRA ETNOCLINICA E PSICOLOGIA DEL PROFONDO
Docenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

Nell’esperienza delle consultazioni svolte a Verona da Metis Africa nel tempo si è affermato un approccio che coniuga i metodi della scuola francese del Centro G. Devereux di Parigi (con T. Nathan e N. Zajde quali principali capisaldi) con il pensiero della psicologia analitica. Jung spazia fin nei suoi primi scritti con spunti, riflessioni e confronti in varie culture non solo europee e così anche M.-L. von Franz approfondisce i contributi che vengono ad esempio dalla cultura orientale e cinese in particolare. “Se non mettiamo in discussione i pregiudizi di fondo della nostra civiltà, non riusciremo mai a comunicare con altre civiltà”, scrive von Franz, e Jung nel 1939 parla di come risanare una donna affranta dal panico ricongiungendola alle radici religiose della sua origine; lo studio della proiezione inoltre deriva dalla relazione del soldato nigeriano Oji con l’albero che porta il suo nome e che può chiamarlo a sé. In questo incontro si affrontano le convergenze degli sguardi a partire dalla clinica trattata nelle consultazioni.

[3 moduli]

ITINERARI TRA ETNOCLINICA, ALCHIMIA E PSICOLOGIA JUNGHIANA: LA TESTIMONIANZA DI JEAN SERVIER
Docenti: Roberto Maisto, Giulia Valerio

Testi fondamentali per poter comprendere le differenze tra le varie forme di coscienza, di civiltà e di cura sono quelli offerti dall’etnologo franco-algerino Jean Servier, che ha compiuto un singolare itinerario di ricerca e di studi: dalla traduzione del De Magiadi Cornelio Agrippa è passato a studiare e interagire con molte culture altre, di cui ci offre ampie prospettive. Infine è approdato a Eranos, dove ha potuto incontrare l’ultima tappa di un coerente cammino. I suoi interessi coincidono in modo soprendente con le tappe della nostra formazione, e la arricchiscono.

[2 moduli]

LA PRESA IN CARICO ETNOPSICHIATRICA DEI FIGLI DEI MIGRANTI
Docenti: Nathalie Zajde

Illustrerò il tema con l’aiuto di esempi di casi seguiti nelle consultazione di etnopsichiatria del Centre Devereux di Parigi.

[3 moduli]

TRA I SEGRETI DEL TERAPEUTA: GLI OGGETTI ATTIVI
Docenti: Tobie Nathan

Di cosa si sostanzia la pratica terapeutica? Dalle medicine tradizionali impariamo, accanto al valore degli esseri, degli antenati e delle presenze, il valore delle “cose”: degli oggetti attivi, dei feticci, degli amuleti, che tuttora fanno parte delle pratiche di guarigione e dimostrano la loro efficacia.

[3 moduli]

DISCUSSIONE SU CASI CLINICI
Docenti: Roberto Maisto

Dopo la formazione specifica rivolta alle tematiche etnocliniche, questi moduli sono l’occasione di un laboratorio attivo su casi particolari da affrontare in maniera condivisa.

[3 moduli]

L’INVIOLABILITÀ DELLA NATURA NEL MITO
Docenti: Daniele Ribola, Giulia Valerio

La crisi della relazione fra l’uomo e la natura vista attraverso la rilettura del mito di Artemide e dell’episodio di Atteone.

[3 moduli]

UN INVITO ALLA SANDPLAY THERAPY
Docenti: Michele Oldani, Giulia Valerio

Negli ultimi anni molti operatori del campo psicologico hanno mostrato interesse per la pratica della Sandplay Therapy: si tratta infatti di un metodo ricco di potenzialità sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico. Saranno discusse alcune potenzialità di questa terapia, inaugurata a Zurigo da Dora Kalff, allieva di C.G. Jung e del maestro zen Suzuki, studiandone le potenzialità individuative, cliniche ed etnocliniche.

[3 moduli]

SOLVE ET COAGULA, LABORATORIO MANUALE DI CARTA FATTA A MANO
Docenti: Rossella Ricci, Alice Vercesi

L’esperienza della trasformazione è l’essenza del lavoro psicoterapeutico e dei processi creativi. Per approfondire questi aspetti, si propone un’attività laboratoriale in cui creare fogli di carta partendo da materiali umili e di scarto. La fibra vegetale della carta ha la capacità, se disciolta in acqua, di assumere una nuova forma ed essere così rimessa in circolo e riutilizzata. I fogli fatti a mano conservano l’impronta del gesto creativo, della nuova formazione ottenuta attraverso il lavoro con il telaio. Gesti semplici e rituali che legano insieme il filo del pensiero e quello del cuore.

[5 moduli]

IL TEATRO DELL’OPPRESSO
Docenti: Rui Frati

Tre giornate di laboratorio teatrale, con giochi, esercizi e improvvisazioni. Elementi fondatori del collettivo: la fiducia in se stessi per esistere nel gruppo; il protagonista, l’antagonista e la nozione di conflitti creativi; la socializzazione dei conflitti; la creazione di scene teatro forum. Alla fine della terza giornata, confronto, condivisione del lavoro prodotto in interno con un pubblico invitato. Dibattito teatrale interattivo su alcuni temi emersi durante il workshop.

8 moduli

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